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Voltaire
163 quotes
“Il fanatismo sta alla superstizione come il delirio alla febbre.”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il mondo è certamente una macchina meravigliosa; esiste quindi nel mondo un'intelligenza meravigliosa, in qualunque parte essa sia.”
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“L'orgoglio dei piccoli consiste nel parlare sempre di sé, quello dei grandi nel non parlarne mai.”
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“La carestia, la peste e la guerra sono i tre ingredienti più famosi di questo mondo.”
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“La superstizione mette il mondo intero in fiamme; la filosofia le spegne.”
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“Le verità della religione non sono mai capite così bene come da quelli che hanno perso la capacità di ragionare.”
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“Noi viviamo in società; non esiste dunque vero bene per noi se non ciò che fa il bene della società. (2012)”
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“Non esistono né estreme delizie né estremi tormenti che possano durare tutta la vita: il sommo bene e il sommo male sono chimere.”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Non troverete in loro che un popolo ignorante e barbaro, che coniuga da lungo tempo l'avarizia più sordida alla superstizione più odiosa e all'odio più irrefrenabile per i popoli che li tollerano e li arricchiscono. (Ebrei)”
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“Quando la verità è evidente, è impossibile che sorgano partiti e fazioni. Mai s'è disputato se a mezzogiorno sia giorno o notte.”
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“Raramente gli uomini sono degni di governarsi da sé. Questa fortuna deve toccare soltanto a piccoli popoli, che si nascondano in qualche isola o in mezzo a delle montagne, come conigli che vogliono sfuggire agli animali carnivori; ma, a lungo andare, vengono scoperti e divorati. (1966, p. 169)”
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“Siamo tutti fatti di debolezza e di errori; perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: è la prima legge di natura.”
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“Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i luoghi messi assieme non uguaglieranno mai i mali prodotti da una sola campagna. (2012)”
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“Un parigino resta a bocca aperta quando gli si dice che gli Ottentotti fanno tirar via ai loro bambini uno dei testicoli; gli Ottentotti sono forse molto sorpresi che i Parigini li conservino tutti e due. (Circoncisione, BMM 1965, p. 206)”
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“Una patria è un composto di più famiglie; e come di solito si sostiene la propria famiglia per amor proprio, quando non si abbia un interesse contrario, così per lo stesso amor proprio si sostiene la propria città o il proprio villaggio che si chiama patria. Più questa patria ingrandisce e meno la si ama, poiché l'amore suddiviso si indebolisce. È impossibile amare teneramente una famiglia troppo numerosa che si conosce appena. (1966, p. 260)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Com'è possibile che un vizio, distruttore del genere umano se si generalizzasse, che un attentato infame contro la natura sia peraltro così naturale? Parrebbe il grado ultimo della corruzione riflessa, e tuttavia è il retaggio ordinario di quelli che non hanno avuto ancora il tempo di corrompersi. È entrato in cuori vergini, che non hanno ancora conosciuto né l'ambizione né la frode né la sete di ricchezza; è la gioventù cieca che, per un istinto confuso, precipita in un tale disordine all'uscire dall'infanzia. (Amore socratico; 1993, p. 55)”
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“Che cos'è la virtù, amico mio? È fare del bene: farne, e questo basta. In tal caso ti faremo grazia del motivo. (Falsità delle virtù umane; 2016)”
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“Le sofferenze degli animali ci sembrano dei mali perché, essendo anche noi animali, pensiamo che saremmo molto da compiangere se a noi si facesse altrettanto. Sentiremmo la stessa pietà per una pianta o per una pietra se sapessimo che, quando viene tagliata, essa soffre, ma la compiangeremmo molto meno di un animale, perché la pianta e la pietra ci somigliano meno. (1994, p. 660)”
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“Eppure io non vedo tra noi nessun moralista, nessuno dei nostri loquaci predicatori, nessuno nemmeno dei nostri Tartufi, che abbia mai fatto la minima riflessione su quest'orrenda abitudine divenuta in noi natura. (1994, p. 661)”
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“Bisogna aver rinunciato al buon senso per non convenire che non conosciamo nulla se non attraverso l'esperienza.”
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“Bisogna essere dei grandi ignoranti per rispondere a tutto quello che ci viene chiesto.”
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“Chi sei? Da dove vieni? Che fai? Che diverrai? Sono domande che si devono porre a tutte le creature dell'universo, a cui però nessuna risponde.”
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“Essere veramente libero significa potere. Libero sono quando posso fare quel che voglio; ma io voglio quanto voglio in modo necessario: altrimenti, vorrei senza ragione, senza causa: il che è impossibile. (XIII, Sono libero?)”
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“Ho interrogato la mia ragione; le ho domandato che cosa essa sia: questa domanda l'ha sempre confusa.”
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“Il più grande dei crimini, almeno il più distruttivo e di conseguenza il più contrario al fine della natura, è la guerra; ma non vi è alcun aggressore che non colori questo misfatto con il pretesto della giustizia.”
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“Per ciò che concerne i princìpi primi, siamo tutti nella stessa ignoranza in cui eravamo nella culla.”
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“Qual è l'età in cui conosciamo il giusto e l'ingiusto? L'età in cui sappiamo che due più due fa quattro.”
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“La signorina di Kerkabon, spaventata, rinunciava più che mai a ogni speranza di vedere il nipote suddiacono, e diceva piangendo che questi aveva il diavolo in corpo da quando era stato battezzato. (cap. VI, p. 66)”
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“[...] la storia non è che il quadro dei delitti e delle disgrazie. (cap. X, p. 80)”
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“Se ci occorrono delle favole, che queste favole siano almeno l'emblema della verità! Amo le favole dei filosofi, rido di quelle dei bambini, e odio quelle degli impostori. (p. 82)”
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“L'Ingenuo faceva rapidi progressi nelle scienze, e soprattutto nella scienza dell'uomo. La causa del rapido sviluppo della sua mente era dovuta alla sua educazione selvaggia, non meno che alla tempra dell'animo suo: poiché, non avendo appreso nulla nell'infanzia, non aveva imparato pregiudizi. Il suo intelletto, non essendo stato curvato dall'errore, era restato integro in tutta la sua rettitudine. Vedeva le cose come esse sono, mentre le idee che ci vengono inculcate nell'infanzia ce le fanno vedere per tutta la vita come esse non sono. (cap. XIV, p. 91)”
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“Dio ci ha dato la vita, tocca a noi darci la bella vita.”
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“Dissimulare: virtù di re e di cameriera.”
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“È una delle superstizioni dello spirito umano avere immaginato che la verginità potesse essere una virtù.”
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“Gli uomini sono come gli animali: i grossi mangiano i piccoli, e i piccoli li pungono.”
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“I soldati si mettono in ginocchio quando sparano: forse per chiedere perdono dell'assassinio.”
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“Le parole sono per i pensieri quel che è l'oro per i diamanti: necessario per metterli in opera, ma ce ne vuol poco.”
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“Solo gli operai sanno quanto vale il tempo; se lo fanno sempre pagare.”
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“Entrate nella Borsa di Londra [...] Lì l'ebreo, il maomettano e il cristiano si trattano reciprocamente come se fossero della stessa religione, e chiamano infedeli solo quelli che fanno bancarotta.”
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“L'uomo è nato per l'azione, come il fuoco tende in alto e la pietra in basso. Non essere per nulla occupato e non esistere è la stessa cosa per l'uomo. (lettera XXV, Sui pensieri di Pascal)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.”
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“Schiacciate l'infame!”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Perché dunque ha prevalso il monachesimo? Perché il governo fu quasi ovunque detestabile e assurdo da Costantino in poi; perché l'impero romano ebbe più monaci che soldati; perché ve ne erano centomila nel solo Egitto; perché erano esenti da lavoro e tasse; perché i capi delle nazioni barbare che distrussero l'impero, essendosi fatti cristiani per governare dei cristiani, esercitarono la più orribile tirannide; perché ci si gettava in massa nei chiostri per sfuggire ai furori di questi tiranni, e ci si sprofondava in una schiavitù per evitarne un'altra; perché i papi, istituendo tanti ordini differenti di sacri fannulloni, si procurarono altrettanti sudditi negli altri stati; perché un contadino preferisce essere chiamato mio reverendo padre, e dar benedizioni, piuttosto che reggere l'aratro; perché non sa che l'aratro è più nobile che la cocolla; perché preferisce vivere a spese degli sciocchi che di un onesto lavoro; infine perché non sa che facendosi monaco si prepara giorni infelici, intessuti di noia e di pentimento.”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“... BOSWELL. «Quando venni a trovarvi, pensavo di vedere un grandissimo ma cattivissimo uomo». VOLTAIRE. «Siete molto sincero». BOSWELL. «Sì, ma la stessa [sincerità] mi fa confessare che ho trovato il contrario. Solo il vostro Dictionnaire philosophique [mi turba]. Per esempio. Âme, l'Anima...». VOLTAIRE. «Quello è un buon articolo». BOSWELL. «No. Scusate. Non è [l'immortalità] un'idea piacevole? Non è più nobile?». VOLTAIRE. «Sì. Voi avete il noblie desiderio di essere il Re d'Europa. [Dite] "Lo desidero, e chiedo la vostra protezione [per continuare a desiderarlo]". Ma non è probabile». BOSWELL. «No. Ma se non può essere in un modo, non è detto che non possa essere nell'altro. [Come Catone, diciamo] "Dev'essere così", finché [arriviamo a possedere] l'immortalità». VOLTAIRE. «Ma prima di dire che quest'anima esisterà, dobbiamo sapere che cosa sia. Io non conosco la causa. Non posso giudicare. Non posso essere un giudice. Cicerone dice, potius optandum quam probandum. Noi siamo esseri ignoranti. Siamo gli zimbelli della Provvidenza. Io sono il povero Punch». BOSWELL. «Non vorreste che vi fossero pubbliche funzioni?». VOLTAIRE. «Sì, con tutto il cuore. Riuniamoci quattro volte all'anno in un gran tempio con musica, e ringraziamo Dio di tutti i suoi doni. V'è un solo sole. V'è un solo Dio. Vi sia una sola religione. Allora tutti gli uomini saranno fratelli». BOSWELL. «Potrò scrivervi in inglese, e voi mi risponderete?». VOLTAIRE. «Sì. Addio».”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il precettore Pangloss era l'oracolo di casa, e il piccolo Candido ascoltava i suoi insegnamenti con la fiducia propria dell'età e del suo temperamento. Pangloss insegnava la metafisico-teologo-cosmologo-scempiologia. Egli dimostrava mirabilmente che non c'è effetto senza causa, e che in questo migliore dei mondi possibili... è provato, diceva, che le cose non potrebbero andare altrimenti: essendo tutto quanto creato in vista di un fine, tutto è necessariamente inteso al fine migliore. I nasi, notate, son fatti per reggere gli occhiali: e noi infatti abbiamo gli occhiali... Ne consegue che coloro i quali hanno affermato che tutto va bene, han detto una castroneria. Bisognava dire che meglio di così non potrebbe andare. (cap. I)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Era una cosa indispensabile, nel migliore dei mondi, un ingrediente necessario: perché se Colombo non avesse preso in un'isola dell'America questa malattia che avvelena la sorgente della generazione, che spesso anzi impedisce la generazione stessa, e che, evidentemente, si oppone al grande fine della natura, non avremmo né cioccolata né cocciniglia; bisogna poi osservare che nel nostro continente, fino a oggi, questa malattia è tipicamente nostra, come la controversia. Turchi, Indiani, Persiani, Cinesi, Siamesi, Giapponesi, non la conoscono ancora: ma c'è ragion sufficiente che debbano conoscerla a loro volta fra qualche secolo. Nel frattempo ha fatto meravigliosi progressi fra noi, e soprattutto in quei grandi eserciti composti di onesti mercenari beneducati che decidono del destino degli Stati; si può affermare che, quando trentamila uomini combattono in battaglia campale contro eserciti di egual numero, ci siano circa ventimila impestati per parte. (cap. IV, 1882)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] vi confesso, dando un'occhiata a questo globo, o per meglio dire a questo globulo, che ritengo che Dio l'ha abbandonato a qualche essere malefico, eccezion fatta sempre per Eldorado. Non vidi mai città che non desiderasse la rovina della città vicina, non famiglia che non volesse lo sterminio di qualche altra famiglia. Dovunque sia, i deboli esecrano i potenti davanti ai quali strisciano, mentre i potenti li trattano come greggi delle quali si vende la lana e la carne. Un milione d'assassini irreggimentati, scorrendo da un capo all'altro d'Europa, esercitano l'omicidio e il latrocinio disciplinatamente e per guadagnarsi il pane, perché non hanno più onesto mestiere; e nelle città apparentemente favorite dalla pace, dove le arti sono in fiore, gli uomini son divorati da invidie, e cure, e inquietudini, maggiori dei flagelli a cui è soggetta una città assediata. I dolori segreti sono anche più crudeli che le pubbliche miserie. (Martino; cap. XX, pp. 107-109, 1988)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“«Si, ho visto Parigi, che contiene un po' d'ogni sorta di quel che ho detto: un caos, una calca dove ognuno cerca il piacere e quasi nessuno lo trova, per lo meno secondo quel che m'è parso. Mi ci sono fermato poco. All'arrivo, dei borsaiuoli mi rubarono ogni avere alla fiera di San Germano; passai per ladro io stesso, e dopo otto giorni di prigione divenni correttore di bozze per guadagnarmi di che tornare a piedi in Olanda. Conobbi la canaglia scrivente, la canaglia intrigante e la canaglia convulsionaria. Dicesi che in quella città vi siano persone molto civili: voglio crederlo.» (cap. XXI, pp. 111-113, 1988)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“«In fede mia» disse fra' Garofolo «signore, io vorrei tutti i teatini in fondo al mare. Certe volte ho avuta la tentazione di dar fuoco al convento e di farmi turco. I miei mi sforzarono all'età di quindici anni a mettermi addosso questa veste detestabile, per fare più ricco un maledetto fratello maggiore, che Dio confonda! Gelosia, discordia, rabbia, stanno in convento. È un fatto che ho tenute alcune predicacce, le quali m'han reso qualche soldo, e metà me li ruba il priore, il resto mi serve a mantenere delle sgualdrine, ma quando a sera rientro in convento, poco ci manca che non mi rompa la testa contro le mura del dormitorio. E tutti i confratelli sono nel mio caso.» (cap. XXIV, p. 141, 1988)”
Voltaire (1694–1778) said by 1778 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Preferirei forse l'opera, se non si fosse trovato il segreto di farla diventare un mostro che mi ripugna. Vada chi vuole a vedere delle brutte tragedie in musica, dove le scene son fatte solo per condurre a sproposito marcio due o tre ridicole canzoni, che fan valere l'ugola d'un'attrice. Sdilinquisca di piacere chi vuole o chi può, a vedere un castrato gorgheggiare la parte di Cesare e di Catone, passeggiando sul palcoscenico con aria goffa; per me, ho rinunciato da un pezzo a tali dappocaggini, le quali oggi fan la gloria d'Italia e son pagate tanto care da dei sovrani. (Pococurante; cap. XXV, p. 145, 1988)”
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