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Tito Maccio Plauto
49 quotes
“Al saggio basta una parola sola. (da Persa, IV, 7, 729)”
Tito Maccio Plauto (250–184 BC) said by 184 BC at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Chi vuol mangiare la noce ne deve rompere il guscio. (da Curculio, v. 55)”
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“È cosa sciocca, padre, andare a caccia con cani svogliati. (da Stichus, v. 139)”
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“È umano amare, ed è ancor più umano il perdonare. (da Mercator, a. II, sc. 2, v. 48)”
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“Il nome è un presagio. (da Persa, 625)”
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“In una cosa cattiva se t'adopri con animo buono, riuscirai.”
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“L'amico nei casi incerti soccorre con l'azione, quando è richiesta l'azione. (da Epidicus, I, II, 113; 1975)”
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“L'amore è fecondo di molto miele e di molto fiele. (da Cistellaria, v. 69)”
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“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato. (da Amphitruo, vv. 687-688)”
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“Non c'è maggior conforto di un amico sagace. (da Epidicus, III, III, 425; 1975)”
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“Non c'è ospite tanto gradito che non diventi scomodo dopo tre giorni. (da Miles gloriosus, 741-742)”
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“Pensa a quanto è saggio un topolino: non affida mai la sua vita a un solo buco. (da Truculentus, vv. 868-869)”
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“Sì, per Alatri. (da Captivi, IV, 2)”
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“Chi non ha colpa non deve aver paura e può parlare con franchezza e a testa alta. (Atto II; 2011, pos. 2802)”
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“Nella vita di un uomo capitano molti casi di questo genere. Ci toccano piaceri e poi ci toccano sventure: sopraggiungono i litigi, poi si torna a farci buon viso. Ma se una volta fra due individui scoppia un litigio di questa cosa fatta, se si fa la pace, si torna ad essere amici il doppio di prima. (Atto III; 2011, pos. 2872)”
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“Euclione: E già adesso che mi sforzo di nascondere a tutti il mio segreto sembra che tutti lo conoscano, e tutti mi salutano più cortesemente di quanto non mi salutassero prima. (vv. 113-115; 1998)”
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“Euclione: Ora affrettiamoci verso casa; ché, se io sono qui, il mio pensiero è a casa. (v. 181; 1998)”
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“In una mano porta una pietra, mentre nell'altra mostra il pane. (v. 195)”
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“Il fatto è quello, e non si può fare che non sia fatto.”
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“Uomo il cui nome si scrive con tre lettere (FUR, ossia ladro). (II, 4, 321, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 728)”
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“Conviene che l'adolescente sia verecondo. (V, 1, 6)”
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“L'amante è come il pesce: pessimo se non è fresco. (178)”
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“Ogni uomo è un lupo nei confronti di un altro uomo. (495)”
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“Con chi ti fa del bene ti comporti male, con chi ti fa del male ti comporti bene; e allora tutto a danno tuo! (Atto I; 2011, pos. 4213)”
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“Chi assaggia strenuamente la sfortuna poi azzanna proprio lui la fortuna. (Atto II; 2011, pos. 4370)”
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“Se vuoi regalare qualcosa, non hai che da prestarla ad un amico. (Atto II; 2011, pos. 4494)”
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“Quando un uomo non lo si conosce, non lo si considera un uomo, ma un lupo per l'uomo che gli sta di fronte.”
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“Crisalo: Non mi piacciono questi Parmenoni e Siri che rubano ai padroni solo due o tre mine. Non c'è niente di peggio di un servo senza fantasia, senza un'intelligenza potente e versatile: ogniqualvolta ce ne sia bisogno, deve saper attingere alla sua intelligenza. (vv. 649-653; 1996)”
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“Colui che gli dei amano, muore giovine. (IV, 4, 786-787; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921)”
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“A parer mio niente è più odioso di un ingrato. È meglio lasciar in libertà un malfattore che lasciare nel dimenticatoio un benefattore. (Atto III; 2011, pos. 8458)”
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“La donna manda buon profumo quando non ne manda nessuno. (I, 3)”
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“Càpita più spesso ciò che non speriamo di ciò che speriamo. (I, III, 197; 1975)”
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“Vattene a farti impiccare. (III, 2, 850)”
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“In ogni cosa la sua misura, questa è un'ottima abitudine. (I, 2, 29)”
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“Insegni a uno che già sa. (v. 880.b)”
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“La merce buona trova facilmente un compratore. (v. 342)”
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“Non è facile volare senza ali. (v. 871)”
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“Panfila: Una di quelle che, quando passeggiano per la città, tappano la bocca a tutti e nessuno può parlar male di loro. (vv. 113b-114)”
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“Panegiride: Dal fatto che, pur potendo far del male, si astiene dal farlo. (v. 117)”
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“Tra molti mali, il male minore è quello che fa meno male. (v. 120)”
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“Panfila: Evitando giorno per giorno ciò di cui potrebbe pentirsi l'indomani. (vv. 121b-122)”
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“Panegiride: Quella che, quando la fortuna è dalla sua parte, sa conoscere se stessa e quando le cose vanno male sa sopportare pazientemente. (vv. 124-125)”
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“Quella , quando prende di mira qualcuno, gli insegna a fare tutti i mestieri. (v. 178)”
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“Antifone: Le amicizie di un uomo sono legate alla sua fortuna. Se il patrimonio è saldo, allora sono saldi anche gli amici, ma se il patrimonio vacilla, allora vacillano anche gli amici. Gli averi scovano le amicizie. (vv. 520-522)”
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“L'amore dà amarezza. (Lysiteles: Atto II, Scena 1, 259)”
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“Il saggio si plasma la sua fortuna da sé.”
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“Non con l'età, ma con l'ingegno si raggiunge la sapienza. (Philto: Atto II, Scena 2, 367)”
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“Filosseno: Lido, i costumi ora sono cambiati. Lido: Lo so bene: perché allora uno aspettava di venir eletto a una carica prima di cessare di obbedire al suo maestro. Ora, invece, prima ancora che abbia sette anni, se solo osi toccarlo con la mano, ti rompe la tavoletta in testa. E se vai a lamentarti dal padre, questo qui dice poi così al figlio: "Sei proprio degno di me per come ti sai difendere dalle offese". E il maestro viene richiamato: "Vecchio inutile, non azzardarti a toccare il ragazzo, quando si comporta con ardore". E il maestro se ne va zampillante di sangue come una lucerna con lo stoppino che cola. Proclamata la sentenza la corte si ritira. In queste condizioni un maestro come fa a esercitare la propria autorità, se è lui stesso per primo a prenderle? (vv. 437-449; 2007)”
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“Pseudolo: Per Giove, come mi riesce bene e felicemente, qualunque cosa io faccia! Nella mia mente sta riposto un piano che non lascia adito né a dubbi né a timori. Perché è stoltezza affidare una grande impresa a un animo timoroso, dato che ogni iniziativa ti riesce a seconda di come tu ti ci impegni, di quanta importanza le dài. Io ho preparato in anticipo nella mia mente le schiere, in duplice, in triplice fila, gli inganni, le perfidie, cosicché, dovunque mi scontrerò con i nemici – lo dirò fidando nel valore dei miei antenati, nella mia abilità e nella malizia delle mie frodi – io possa vincere facilmente, io possa spogliare facilmente i miei nemici con le mie perfidie. Adesso questo nemico comune mio e di tutti voi, Ballione, io lo sbalestrerò bellamente. Voi fate solo attenzione. Io voglio assediare questa fortezza , perché oggi sia conquistata, e qui condurrò le mie legioni; se la espugno – facile io renderò questa impresa per i miei concittadini – subito dopo muoverò prontamente il mio esercito contro questa antica fortezza . Quindi caricherò e riempirò di bottino me stesso e insieme tutti i miei compagni, perché si sappia che sono nato per il terrore e la disfatta dei miei nemici. Da una tale stirpe io sono nato: a me si addice compiere grandi imprese, che mi diano lustro e rinomanza per lungo tempo in futuro. Ma chi è costui che vedo? Chi è costui che si presenta ai miei occhi, a me ignoto? Mi piacerebbe sapere che cosa vuole con quella spada. Da quest'angolo starò in agguato per vedere che cosa fa. (vv. 574-594; 1996)”
Tito Maccio Plauto (250–184 BC) said by 184 BC at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source