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Samuel Butler
360 quotes
“Preferisco la chiesa di S. Domenico a Siena sicuramente all'interno, e forse anche all'esterno rispetto al duomo. Gli altari laterali della navata la rovinano un po', ma la trovo meno faticosa del duomo. Posso sedermi nell'una, ma non nell'altra. Niente affatica tanto quanto l'abbondanza di decorazione, e il duomo ne risente.”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Le persone preferiscono essere considerate di buon gusto piuttosto che buone, intelligenti o piacevoli.”
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“La coscienza è perfettamente beneducata e presto smette di parlare a quelli che non vogliono ascoltarla.”
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“Morire è soltanto cessare di morire e sbrigare la cosa una volta per tutte.”
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“Dio era soddisfatto della sua opera, e questo è un errore fatale.”
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“Chi mente più spudoratamente è il mentitore che non sa di mentire.”
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“I libri vecchi sono appena usciti per chi non li ha letti.”
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“La vita è come suonare un assolo di violino in pubblico e imparare a suonare lo strumento mentre si suona.”
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“Ho sentito un uomo dire che i ladri ti chiedono la borsa o la vita, mentre le donne le esigono entrambe.”
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“C'era un uomo che stava morendo di un decadimento graduale e indolore, i suoi amici gli chiesero se desiderava qualcosa in particolare così che loro potessero procurarselo. Disse che per tutta la vita aveva pensato che gli sarebbe piaciuto avere un orologio a cucù, e il regalo, pensò, sarebbe stata un'occasione appropriata per acquistarne uno. Un orologio a cucù venne comprato e messo là dove l'uomo poteva sia vederlo che ascoltarlo. L'uomo disse che gli ultimi giorni della sua vita furono molto rallegrati da quell'orologio.”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] fra un altro paio di secoli all'incirca, grandi ondate di cambiamenti si succederanno a più riprese nel giro di un'ora, o addirittura di un secondo, o di una frazione di secondo, finché passeranno inosservati come i mutamenti che subiamo negli stadi embrionali, o saranno avvertiti come vibrazioni. E andrebbe sicuramente così non fosse per un punto di frizione che interferisce fra teoria e pratica. Tale frizione è provocata in parte dal fatto che ogni rivoluzione disturba gli interessi acquisiti, e la cosa apparirebbe intollerabile quando gli uomini diventassero alternativamente milionari e pezzenti una volta ogni quindici giorni, – vivendo una settimana in un palazzo e quella seguente in un ospizio, e dovendo in continuazione vendere tutto all'asta quindi comperare una nuova casa e riammobiliarla e avanti così; – di conseguenza bisognerà ricorrere a qualche sistema artificiale per porre un limite alle invenzioni. Inoltre, sebbene le invenzioni si moltiplichino in rapporto geometrico, tuttavia ve ne sono alcune che si moltiplicano più rapidamente delle altre, e la lentezza di una può impedire lo sviluppo di un'altra. Comunque, per quanto mi pare di capire, il tempo presente è praticamente per un uomo la sola epoca confortevole da viverci di tutte quelle che ci furono o che mai ci saranno. Il passato era troppo lento, il futuro sarà troppo rapido. (pp. 58-59)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Che cos'è «una menzogna»? Se mi rivolgo a chiedere assistenza morale ai mie cugini, cioè gli animali inferiori, la cui natura genuina proclama quanto Dio ha loro inculcato con una immediatezza da cui dovremmo imparare, scopro che la pavoncella mente quando ci distoglie dai suoi piccoli fingendo di avere un'ala spezzata. Secondo voi, Dio è adirato per questa piccola deviazione dal sentiero della verità? O non sarà forse stato proprio Lui a suggerirle di dire il falso, e di dirlo a ragion veduta, senza scrupoli di coscienza, e non solo una volta, ma di farlo per abitudine tanto da diventare per sei settimane all'anno una bugiarda credibile, abituale e professionista? Io penso di sì. (p. 68)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Una volta, in un pomeriggio estivo vidi in una lontana regione una di quelle orchidee che si fanno un dovere di imitare un insetto con i loro petali. Predispongono questa finzione con tanta scaltrezza che i veri insetti, pensando si stia già saccheggiando il miele, passano via senza molestarli. Guardando con concentrazione e rimanendo ben immobile mi parve di udire un'orchidea fare questo discorso ai suoi nati che sentiva dentro di sé sebbene io non li vedessi. «Bambini miei» diceva «presto dovrò lasciarvi; pensate all'insetto, miei diletti, poiché questa è la verità; afferratevi a questo grande pensiero nel vostro cammino nella vita poiché è l'unica cosa indispensabile; se tanto ve ne dimenticate, siete perduti.» Più e più volte cantò questo ritornello con quell'esile voce prima che la lasciassi. Poi mi imbattei in alcune farfalle il cui mestiere è di fingere di credere in tutte le verità vitali in cui dentro di sé non credono; e così fingono di essere un certo altro tipo di disgustose farfalle che nessun uccello mangerebbe mai a causa del loro odore disgustoso; queste furbacchione nascondono il loro profumo e raggiungono la vecchiaia in santa pace. (p. 69)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il santuario, sulla cima della montagna, è a circa 2800 piedi sul livello del mare, e 500 piedi circa sopra San Pietro. È impossibile immaginare una posizione più deliziosa di quella di San Pietro. [...] al di sopra di tutto ciò, si erge dominante la principale attrazione del luogo da cui è difficile distogliere lo sguardo – intendo dire il santuario stesso di San Michele. Un disegno non è sufficiente a dare un'idea del luogo. La sua natura è propria di quegli spettacoli affascinanti come il pennacchio del Vesuvio o il Sacro Monte di Varese, che ti accaparrano l'attenzione escludendo ogni altra cosa in vista. Da ogni prospettiva risulta sempre sorprendente. (pp. 91-92)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Le pietre all'interno sono tagliate con una cura e precisione tali che si direbbero vecchie di non più di cinquant'anni. All'esterno, invece, non fa meraviglia che il granito pur duro com'è, appaia alterato dal tempo specie quando si consideri quanto sia particolarmente esposto alle intemperie. Mi immagino, ancora una volta, come deve ululare quassù il vento in inverno e come deve infuriare la neve! Solo chi ha visto la neve cadere quando il terreno è a zero gradi, sa quanto sia penetrante. Come deve deporsi lievemente sui crani e sulle spalle degli scheletri. Immaginatevi un cupo crepuscolo di gennaio su questa scala dopo un'abbondante nevicata, quando i soffici fiocchi penetrati attraverso le numerose fessure si attaccano ai muri. O una scintillante notte invernale allorché la luna illumina gli scheletri ricoperti di neve. (p. 96)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Per quanto riguarda l'affermazione che la chiesa sia di «stile gotico», direi invece che si tratta di un esempio estremamente bello di puro romanico dei primi anni dell'XI secolo. È vero che l'arco mediano dei tre che dividono la navata centrale da quelle laterali è a sesto acuto mentre gli altri due sono a tutto sesto, ma ciò è evidentemente dovuto alle necessità di economizzare spazio, più che mai prezioso in questo caso. Vi era infatti spazio sufficiente per due archi a tutto sesto, ma non abbastanza per tre, così fu deciso di ridurre leggermente l'arco centrale. Si tratta di un arco senza chiave di volta, formato semplicemente da due segmenti di cerchio appoggiati l'uno contro l'altro. Non si tratta certamente di un arco gotico, bensì romanico, modificato in modo insolito essendo stato costruito in condizioni insolite. (pp. 100-101)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] sono le piante a essere gli eretici e non noi. Non c'è dubbio su questo punto; siamo perciò perfettamente giustificati a divorarle. Il nostro è il credo originale e ortodosso, poiché il protoplasma è molto più animale che vegetale; è molto più giusto dure che le piante sono derivate dagli animali che non gli animali dalle piante. Tuttavia, come molti altri eretici, le piante hanno prosperato bene. Ce ne sono moltissime in giro e per quanto riguarda la bellezza, se non l'ingegno – di genere limitato ma sempre ingegno – è difficile dire se sia il regno animale ad avere il vantaggio. La visuale delle piante è molto limitata; i dissenzienti sono di vista corta; ma entro i loro confini conoscono abbastanza bene i particolari dei loro affari, come se avessero un sistema di rendiconto ben calibrato che li tiene al corrente della loro posizione. È vero che vengono mangiati; mangiarli è il nostro sistema di convertirli; mangiare è solamente un sistema violento di fare del proselitismo e delle conversioni; e noi li convertiamo – in sostanza animale, secondo il nostro modo di pensare. Ma anche gli animali vengono mangiati. Si convertono a vicenda quasi come a loro volta convertono le piante. E non appena un animale è morto viene riconvertito da una pianta. (p. 150)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Le differenze economiche creano delle differenze specifiche che rendono gli appartenenti alle due categorie più o meno sospettosi reciprocamente, e raramente produttiva inter se. L'operaio agiato può aiutare i suoi amici più poveri meglio di quanto possiamo farlo noi e una persona colta con denaro d'avanzo può impiegarlo meglio aiutando gente povera ma istruita che non coloro che sono più propriamente chiamati poveri. Fino a che il mondo progredisce sono inevitabili cospicue differenze di classe; la fine di questo stato di cose sarà il segno che è stato raggiunto l'equilibrio. Allora la civiltà umana diventerà immutabile come quella delle api o delle formiche. Qualcuno dirà che quando ciò avverrà sarà molto triste, altri che sarà una buona cosa; in realtà va bene per entrambi, poiché il progresso e l'equilibrio hanno ciascuno vantaggi e svantaggi che rendono impossibile stabilire quale dei due sia migliore; in entrambi i casi il lato positivo supera di gran lunga quello negativo, dal momento che la maggioranza delle persone sarà soddisfatta e non verrà vivere in nessun'altra condizione. (p. 192)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La zona di Mendrisio, o, come è chiamata, il «Mendrisiotto», è splendida. Si dovrebbe stabilire Mendrisio come quartier generale: c'è un ottimo albergo, l'hotel Mendrisio, tenuto dalla Signora Pasta, insuperabile per le comodità e per tutto quanto rende piacevole il soggiorno in un albergo. Non ho mai visto casa sistemata più perfettamente; persino nei giorni più caldi ho sempre trovato le stanze fresche e arieggiate, e le notti mai opprimenti. Il segreto, in parte, consiste forse nel fatto che Mendrisio sorge più alto di quanto non sembri e l'albergo, situato sul pendio del colle, vi riceve tutta la brezza. (pp. 222-223)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La chiesa in sé non ha nulla di notevole, ma contiene la più bella raccolta di ex voto di qualsiasi chiesa che io conosca ad eccezione di quella di Oropa; c'è anche un dipinto italiano moderno, una «Sepoltura» del Ciseri che è molto ammirata, non da me però, trattandosi di un dipinto accademico. Molto bello è il chiostro che dà sul lago. Nel cortiletto sotto, a sua volta molto bello, c'è una cappella che raffigura l'Ultima Cena con statue dipinte in grandezza naturale come a Varallo molto commoventi e un affresco (?) nello sfondo che bisognerebbe poter esaminare bene ma la cappella è così buia che è più facile dirlo che farlo. (pp. 263-264)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il buon pastore scende per Val Levantina e visita i santuari di Campiogna, di Primadengo, Dalpe, Prato, Rossura, Tengia, Calònico, Giòrnlco... Su e giù per greppi e per mulattiere, sempre a piedi, solo in compagnia di qualche alpigiano osserva, descrive: ogni tanto colpito dal suono di una campana o dall'accento musicale di un paesaggio butta giù quattro note per rendere i. suo stato d'animo in quel momento. Ma più spesso disegna: una balza, una chiesa, un paesello. Il libro è pieno di questi suoi schizzi a matita precisi, ariosi. Poi se gli viene a tiro un'idea geniale, ecco una bella pagina dove l'unghia del darwinista, dal capovolgitore di valori lascia qua e là segni acri e potenti. Se ne potrebbero stralciare parecchie dal volume di queste geniali conclusioni. (Carlo Linati)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] si deve giudicare la gente non tanto da quel che fa, quanto dalle possibilità che mostra di possedere. Se uno ha fatto tanto, sia in pittura che in musica, o nei comuni affari della vita, da riuscire a persuadermi che posso fidarmi di lui in qualsiasi contingenza, quegli ha fatto abbastanza. Non è da ciò che un uomo è stato capace di dipingere su una tela, né dagli altri che, per così dire, ha dipinto sulla tela della propria vita, che io voglio giudicarlo, ma piuttosto da quelle che sono state le sue intenzioni, i suoi scopi. Se riesce a persuadermi che ha trovato nobili le cose che io reputo nobili, non chiedo altro: la sua grammatica può essere imperfetta, eppure io lo capisco, in una parola ci si intende. (cap. I; p. 6)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Invero penso non ci sia foglia che, ingiallendo di autunno, smetta di interessarsi della linfa e di annoiare con lunghe lamentele e rimbrotti l'albero che l'ha messa al mondo. Mi pare proprio che la natura, se ci tenesse anche poco, potrebbe compiere il suo lavoro in modo meno noioso. Perché mai dovrebbero le generazioni successive sconfinare l'una nell'altra? Perché non potremmo venire collocati, sotto forma di uova, in tante piccole celle pulite, con avvolte intorno dieci o ventimila sterline a testa, in buoni della Banca d'Inghilterra, e svegliarci poi come fa la vespa sphex, che trova papà e mamma non solo le hanno lasciato a portata di mano di che cibarsi in abbondanza, ma che sono già stati mangiati da qualche passero, prima che lei incominciasse ad aver coscienza della sua vita individuale? (cap. XVIII; pp. 81-82)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Gli embrioni, ad ogni fase dello sviluppo, pensano d'aver raggiunto la sola condizione che veramente si addica loro. Questa, pensano, deve certo essere l'ultima metamorfosi, tanto più che per porvi fine si dovrebbe ricevere una scossa così forte che nulla potrebbe sopravvivere. Ogni cambiamento è una scossa: ogni scossa in sé una morte. E ciò che noi chiamiamo morte non è altro che una scossa abbastanza forte da distruggere il passato e il presente come affini tra loro. In altre parole, la morte non è che la constatazione che la differenza tra il passato e il presente è maggiore della somiglianza, sì che non è più possibile chiamare la seconda fase una continuazione della prima e ci costa meno fatica crederla qualcosa che decidiamo di considerare nuova. (cap. LIII; p. 236)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Un uomo può sopportare l'annunzio che deve subire una grave operazione chirurgica, o che ha una malattia che tra poco lo ucciderà, o che rimarrà invalido o cieco per il resto della vita. Per quanto tremende queste notizie, pure non sembra che atterriscano il maggior numero degli uomini, ed anzi molti vanno abbastanza tranquilli persino al patibolo. Ma anche i più forti tremano per la rovina finanziaria, e quanto migliori essi sono, più completo in genere è il loro collasso. Infatti il risultato più frequente dei rovesci finanziari è il suicidio, a cui ben di rado si ricorre per sofferenze fisiche. (cap. LXVI; p. 289)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Col lento passare dei giorni giunse a capire che il Cristianesimo e la negazione del Cristianesimo dopo tutto si equivalevano, come spesso fanno gli opposti. Il dissidio era tra i nomi, non tra l'essenza delle cose: in realtà la Chiesa Cattolica, la Chiesa Anglicana e il libero pensiero hanno gli stessi ideali e si incontrano sul terreno dell'educazione: il più perfetto santo è la persona meglio educata. Poi giunse a capire quanto poco importasse la fede professata, fosse religione, fosse irreligione, purché la si seguisse con caritevole con caritatevole incoerenza, senza voler giungere ad assurde conclusioni. Il pericolo risiede nell'intransigenza con cui si segue un dogma; non nel dogma o nella sua mancanza. (cap. LXVIII; p. 300)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Durante tutta la nostra vita, ogni giorno, ogni ora, siamo sempre impegnati in questo processo di accomodare la nostra personalità mutata o immutata agli elementi mutati o immutati dell'ambiente. La vita infatti non consiste in altro se non in questo processo di accomodamento: quando non lo copiamo bene siamo stupidi, quando non lo compiamo affatto pazzi, quando lo sospendiamo temporaneamente addormentati, quando vi rinunziamo del tutto morti. In una vita quieta, priva di eventi, i cambiamenti interni ed esterni sono così insignificanti che il processo di fusione e messa a fuoco non costa quasi sforzo alcuno; in altre vite si deve compiere un grande sforzo ma si giunge anche a brillanti risultati; infine in altre un grande sforzo non viene seguito che da risultati insignificanti. Una vita sarà più o meno riuscita a seconda che la facoltà di accomodamento è uguale o inferiore allo sforzo richiesto per fondere ed accordare cambiamento interno ed esterno. (cap. LXIX; p. 305)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il libro di Samuel Butler si può classificare fra i Bildungsroman, in quanto segue la formazione di una coscienza individuale; ma in realtà la maturazione del personaggio consiste soprattutto nella sua emancipazione dalla tirannide paterna, attraverso tappe lente e strazianti. Ma a rendere straordinario il romanzo di Butler nel panorama vittoriano più ancora dei motivati sberleffi contro certe idee correnti, ai quali va certo attribuita la mancata pubblicazione, è l'ampiezza del tentativo operato dall'autore onde capire i perché. Verso la fine del racconto, quando scopre incrinata la propria fede nel cristianesimo, Ernest si mette a cercare altre spiegazioni, e desiste solo dopo essersi reso conto che perfino Euclide, l'uomo più logico mai esistito, ebbe bisogno di porre dei postulati non dimostrabili. (Masolino D'Amico)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La realtà che il Butler descrive è apparsa così esosa e gretta che due aspre critiche si sono appuntate contro di lui. La prima riguarda l'uomo e si è chiesto con , ed anche con sdegnò, come un. figlio abbia potuto, dopo aver offeso i sentimenti religiosi del padre e di tutta la parentela ed aver tradito tutto quello che essi si attendevano da lui, divertirsi a farne una beffa oltraggiosa e spietata. La seconda critica riguarda l'artista, di cui si sono negati i meriti, appunto per la soverchia rispondenza del suo racconto alla realtà. Butler – si è detto – non ha fatto che copiare e fotografare dal vero e i suoi meriti di romanziere non esistono. A questa seconda accusa ha ben risposto anche recentemente Orlo Williams, dimostrando come il Butler, anche copiando dal vero, abbia rivissuto la realtà e tratto dal suo genio il fuoco necessario a fonderla e a riplasmarla. Quanto alla prima accusa, essa è ancora e sarà per molto tempo argomento di aspre polemiche, ma chi comprende l'importanza della requisitoria antifamiliare del Butler e ne sente tutto il valore d'arte sarà sempre pronto ad ammettere che il grande scrittore si è assolto magnificamente della colpa dell'uomo. (Aldo Sorani)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Samuel Butler fu uno scrittore assai originale, con lampi ed estri di genio alternati a qualche incoerenza. Lo riconobbe egli stesso, come dimostra la descrizione dell'attività letteraria del suo Ernest: brillante a tratti, con puntigli e idiosincrasie, tale da incuriosire i lettori e, spesso, da respingerli, mettendoli vagamente a disagio con l'episodico affiorare di una punta di follia. Ma almeno in Così muore la carne, Butler raggiunse la grandezza. Pochi altri libri riescono a trasmettere il senso di un'epoca, di un'atmosfera, con un paragonabile impasto di passione personale e di distacco obbiettivo, di sarcasmo e di penetrazione psicologica. (Masolino D'Amico)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ma per indicare tutti i motivi che rendono importante questo libro dobbiamo uscire dal campo strettamente letterario. In esso infatti troviamo tracciata una storia di alcune delle principali ideologie inglesi dell'ottocento e – cosa anche più importante – fissato con grande chiarezza quello che fu tra i motivi fondamentali della vita ottocentesca: la ricerca continua e sovente affannosa di una fede, in grado di sostituire la religione tradizionale che rapidamente si ritirava, lasciando allo scoperto zone sempre più vaste della società, e di conseguenza l'ingenua fiducia accordata a ogni nuova teoria, la quale non tardava ad abbandonare i precisi limiti scientifici per confondersi in un alone religioso – fenomeno questo che può oggi spiegare la rapida fortuna e l'ancor più rapida decadenza di tante di quelle teorie.”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ora, nel ricordarlo, provo un piacere immenso: ma in quel momento non ci facevo caso. Quando siamo felici non ne abbiamo quasi mai coscienza. E in un certo senso questo è un male, ma è anche un bene: perché se l'avessimo, dovremmo forse essere più coscienti della nostra infelicità; e spesso ho pensato che noi siamo egualmente ignari dell'uno come dell'altro stato. Chi ha scritto «O fortunatos nimium sua si bona nôrint agricolas,» avrebbe potuto scrivere altrettanto giustamente, «O infortunatos nimium sua si mala nôrint»; e non pochi di noi trovano una difesa contro il dolore più vivo proprio nella incapacità di vedere ciò che hanno fatto, ciò che stanno soffrendo; e ciò che veramente sono. Si deve essere grati allo specchio perché ci rivela solo la nostra apparenza. (cap. III, p. 16)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Dissi che secondo me le idee originali dovevano essere incoraggiate, ma dovetti rimangiarmi subito le parole, perché evidentemente, per loro, il genio era come uno scandalo: è inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per il quale lo scandalo avviene. Ogni uomo, sostengono, ha il dovere di pensare come il suo vicino; e il cielo lo aiuti, se ha la disgrazia di considerare buono ciò che agli altri sembra cattivo. A dire il vero questa teoria erewhoniana non è molto diversa dalla nostra, se si pensa che anche la nostra parola «idiota» significa semplicemente una persona che pensa a modo suo. (cap. XXII, p. 163)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“«Se poi qualcuno obietta che l'azione della patata è soltanto chimica e meccanica, e dovuta agli effetti chimici e meccanici della luce e del calore, bisognerebbe chiedere, per tutta risposta, se ogni sensazione non è forse un processo chimico e meccanico; se le cose che noi riteniamo puramente spirituali non sono forse mutamenti di equilibrio in una serie infinita di leve, a partire da quelle troppo piccole per essere visibili al microscopio fino ad arrivare al braccio dell'uomo e agli strumenti di cui si serve. Chi ci dice che non esista un movimento molecolare del pensiero da cui si può dedurre una teoria dinamica delle passioni? In altre parole, non dovremmo chiederci di quali specie di leve è composto un uomo invece di domandarci quale sia il suo carattere? In quale equilibrio sono quelle leve? Quanto di questo e di quello ci vorrà per farle funzionare e spingerle a fare così e così?» (cap. XXIII, pp. 175-176)”
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“«L'uomo è il risultato e la manifestazione di tutte le forze che hanno agito su di lui, prima o dopo la nascita. In ogni istante, la sua azione dipende unicamente dalla sua costituzione, e dall'intensità e direzione delle varie influenze a cui è stato soggetto. Alcune di tali influenze si neutralizzano indubbiamente a vicenda; ma l'uomo agirà secondo la sua natura, e secondo le influenze che ha subito in passato e che subisce nel presente dall'esterno, con la regolarità e la ineluttabilità di una macchina.» «In genere, ci rifiutiamo di ammetterlo perché non conosciamo a fondo né la natura degli individui né l'insieme delle forze che agiscono su di essi. Ne vediamo solo una parte, ed essendo incapaci di inquadrare, se non in modo approssimativo, la condotta umana, neghiamo che essa sia soggetta a leggi fisse, e attribuiamo in massima parte la personalità e le azioni dell'uomo al caso, alla sorte, o al destino. Ma queste sono solo parole per nascondere la nostra ignoranza; e basterebbe riflettere un poco per capire il più audace volo dell'immaginazione, o il ragionamento più sottile, è un accadimento necessario, e l'unico accadimento possibile nel momento in cui accade, come la caduta della foglia morta, quando il vento la stacca dal ramo.» (cap. XXV, pp. 190-191)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Non c'è dubbio che Butler, parlando di «linguaggio ipotetico», intendesse in realtà riferirsi al latino, la lingua che suo padre gli aveva insegnato a quattro anni con l'aiuto di una bacchetta. Il tono è ironico, e sicuramente Butler avrebbe preferito che «gli abitanti di Erewhon» dedicassero gli anni migliori dei loro ragazzi non al «linguaggio ipotetico» ma a qualcosa di più consistente. Facile immaginare infine quale fosse l'opinione dell'autore riguardo all'opportunità di «pagare stipendi», e per tutta la vita, a coloro che «che abbiano raggiunto un considerevole livello» nello studio del linguaggio ipotetico: come nel caso del dr. Kennedy di Shrewsbury. A volte, però, l'odio è miglior consigliere dell'amore. Ecco perché invitiamo il lettore a non prendere sotto gamba questa invenzione metaforica di Butler: i classici come «hypothetics», i classici come un modo per aprire gli occhi del ragazzo su tutte le possibilità che si possono incontrare nell'universo, anche quelle che non si vedono qui e ora. A nostro parere, infatti, Butler, odiando, ci aveva indovinato. (Maurizio Bettini)”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ma il risveglio dell'io butleriano si pone immediatamente in termini diversi: le creature che gli appaiono, superato il confine dell'irrazionale, non sono né più alte né più basse, né più storte né più diritte di tutti i comuni mortali. Somigliano agli individui di una qualunque razza mediterranea: agli Italiani più belli, per esser precisi. Ed è proprio questa la sostanza della prima meraviglia. Nessuna deformazione, né nelle persone né nelle cose. Il clima è temperato, il paesaggio tranquillo. Il primo villaggio appare più o meno come doveva apparire un qualsiasi villaggio europeo di qualche secolo fa.”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'io, dunque, è approdato in un rovesciamento assoluto, in un paradossale capovolgimento. Sempre, per muovere al riso, sia sul piano dell'eleganza scettica e dello humour, sia su quello del comico automatico o buffonesco, nel giuoco astratto della marionetta, come nell'assalto della satira e dell'insulto a oltranza, si è ricorsi al paradosso e al rovesciamento. Ma il paradosso, questa suprema forma di snobismo, questo salto che porta a vedere le cose da un punto di vista eccezionale ed eccessivo, questa sfida all'oggetto guardato, è suscitato dall'occasione, e, in genere, valido entro l'occasione. Non ha finalità se non in se stesso e nel contraccolpo che intende dare. Non presuppone né continuità né consequenzialità.”
Samuel Butler (1835–1902) said by 1902 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Fece allora ulteriori domande e scoprì che dei quindici bambini nella sua classe solo cinque erano stati battezzati e anche che non era possibile notare alcuna differenza nella disposizione o nella condotta tra i bambini rigenerati e quelli non rigenerati. I bambini buoni e i bambini cattivi erano distribuiti in proporzioni uguali in relazione al numero di bambini battezzati e non battezzati. Nonostante il suo carattere naturale avesse una certa disposizione all'impetuosità, John aveva anche una mente concreta ed empirica; per questo motivo fece un controllo dell'intera scuola, che conteneva circa cento ragazzi, e venne a sapere chi fosse battezzato e chi no. La maggioranza non lo erano stati, tuttavia l'inclinazione verso il bene o il male era così distribuita da precludere qualsiasi possibilità di asserire che i bambini battezzati fossero migliori di quelli non battezzati. (parte I, cap. 1; p. 32)”
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“Nessun cambio è buono a meno che non sia stato necessariamente richiesto. Neppure la Riforma fu cosa buona, ma lo è adesso e l'accetto come accetto qualsiasi cosa che pur non essendo fondamentale ha ottenuto l'approvazione di molte generazioni dei miei concittadini. Non cercherei di annullare la Riforma più di quanto l'avrei supportata nel secolo sedicesimo. Che si lasci crescere fino alla raccolta ciò che è storico, non storico e dubbioso. Quando avrà perso la sua vitalità ciò che non è vitale perirà e diventerà marcio senza che nessuno se ne accorga; continuerà a vivere fino a che avrà vita. (parte I, cap. 2; p. 48)”
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“È un vero imbroglio, furto, fraudolenza o che altro il fatto che un uomo menta agli altri nella speranza di ottenere qualcosa di considerevole, ma si tratta di una offesa comprensibile in confronto al permettere a se stessi di essere ingannati. È esattamente come lasciare che altri che ci arrechino noia: l'uomo che si lascia annoiare merita più disprezzo dell'uomo che annoia. L'uomo che tollera dei quadri scadenti, della musica scadente, della moralità scadente e della compagnia scandente è più spregevole di colui che è l'agente primario di qualsiasi di queste cose. Ha infatti meno da guadagnare e quindi probabilmente inganna se stesso di più, così che commette un crimine maggiore per una ricompensa inferiore. (parte I, cap. 3; p. 54)”
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“Possiamo perdonare a un uomo quasi ogni falsità purché ci si accorga che era spinto da una forte tentazione e che sapeva di stare ingannando: ha fatto del male, certo, ma lo possiamo comprendere e forse potrebbe essere ancora utile. Ma cosa possiamo provare nei confronti di una persona che mente anche a se stessa per un futile motivo e che non sa di star mentendo? Una cosa del genere deve essere fatta di un inutile tronco marcio di fico che cade in tutte le direzioni quando ci si avvicina. Il comune autoingannatore della società moderna è un soggetto più pericoloso e spregevole di qualsiasi altro comune criminale; è una questione su cui coloro che non si autoingannano non hanno bisogno di far chiarezza. (parte I, cap. 3; p. 55)”
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“Cos'è che ha reso il nome di Strauss così terribile alle orecchie degli Ecclesiastici Inglesi? Nulla di certo se non l'inquietante silenzio che è stato mantenuto nei suoi riguardi in tutte le parti della nostra Chiesa. Perché, in fondo, cosa può dire o fare Strauss contro tutti i miracoli se risulta essere impotente contro la Resurrezione? Può produrre frasi che sembrano plausibili, ma non è una grande impresa. Può mostrarci come ci sia qualsiasi improbabilità a priori nel fatto che i miracoli fossero stati eseguiti da una persona che era nata e poi risorta? Se un uomo fece così è allora poca cosa che sapesse camminare sulle acque e comandare i venti. Ma se non c'è alcuna difficoltà a priori in relazione a questi miracoli, allora ne esistono altre. (parte II, cap. 5; p. 121)”
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“Quale dovrebbe quindi essere la legittima conclusione? Di certo che non abbiamo prove della morte di Cristo sulla Croce, o in altre parola che non abbiamo prova dal fatto che fosse morto! Uniamo ciò alle note sulla Resurrezione che abbiamo visto più sopra e ci sentiremo come se fossimo nelle mani di qualche miscredente Gesuitico che stesse cercando di indebolire la nostra fede nelle nostre più preziose convinzioni facendo finta di starle difendendo piuttosto che nelle mani di una persona che è quasi impossibile sospettare di un progetto del genere. Cosa dovremmo dire se avessimo trovato Newton, Adam Smith o Darwin argomentare così a favore delle loro opinioni? Cosa dovremmo pensare di qualsiasi causa scientifica perorata in questo modo? Saremmo ben consci del fatto che è già persa. E tuttavia i nostri migliori teologi devono essere applauditi ed elevati per accondiscendere a una strategia così disonesta che verrebbe disprezzata anche da un avvocato malfamato in quanto troppo ovviamente superficiale da poter esserci di anche il più minimo uso. (parte II, cap. 6; pp. 144-5)”
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“O il Cristianesimo è la verità della verità (quella che in questo mondo dovrebbe soggiogare tutte le altre nei pensieri degli uomini e comparata alla quale tutte le altre verità sono insignificanti tranne per il fatto che si raggruppano intorno a lei) oppure al massimo è un errore che dovrebbe essere messo a posto il prima possibile. Non c'è via di mezzo. O Gesù Cristo fu il Figlio di Dio oppure non lo fu. Se lo fu, allora il grande Padre ci proibisce di imbrogliare al fine di provarlo; ci proibisce di mercanteggiare per un centimetro in più o in meno di ferita e di discutere sulla radice νυγ nella parola greca ενυξε. Meglio ammettere che la morte di Cristo deve rimanere per sempre materia di dubbio, nel caso ci venga richiesto un sacrificio così grande, piuttosto che anche solo avvicinarci a una menzogna solo per il fine di rendere doppiamente sicura una certezza. Nessuna mente onesta può dubitare che la causa di Cristo sia servita molto meglio dall'esporre un argomento insufficiente piuttosto che sorvolarci sopra in silenzio, o altrimenti che la causa di Cristo sia da essere attaccata e non da essere difesa. (parte II, cap. 6; p. 146)”
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“Il buon porto non mi ha arrecato alcun danno sociale di cui io sia mai venuto a conoscenza. Potevo attaccare il Cristianesimo tanto quanto volessi e a nessuno importava un fico secco; ma quando attaccai Darwin fu una questione differente. Per molti anni Evolution, Old and New e Unconscious Memory provocarono una rovina alle mie prospettive letterarie. Solo ora sto iniziando a riemergere dal danno letterario e socievole che quei due libri perfettamente giusti mi hanno inflitto. Oserei dire che abbondano di piccole manchevolezze di gusto, ma sono più che contento di averli scritti. (Samuel Butler)”
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“Parole, parole, parole [...] sono gli ostacoli sulla via della verità. Finché non pensi alle cose come sono, e non alle parole che le travisano, non puoi pensare correttamente. Le parole producono confini apparentemente stringenti e veloci laddove non ne esistono. Le parole dividono; così chiamiamo questo uomo, quello scimmia, quell'altro ancora scimmietta, mentre sono tutti solo differenziazioni della stessa cosa. Per pensare a una cosa bisogna liberarsi delle parole: sono gli abiti che indossano i pensieri, solo gli abiti. Lo dico più e più volte, perché non c'è niente di più importante. Le parole degli altri uomini ti fermeranno all'inizio di un'indagine. Un uomo può giocare con le parole per tutta la vita, sistemandole e risistemandole come tessere del domino. Se potessi pensare a te senza parole, mi capiresti meglio.”
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“Ognuno di noi ha qualche scheletro, grande o piccolo, in qualche armadio, e se è uno scheletro ben educato che se ne rimane tranquillo nel suo cantuccio, la cosa non è poi tale da turbarci troppo. Esistono però scheletri con cui non c'è mai da star sicuri che al momento meno opportuno non aprano lo sportello dell'armadio, scendano al piano di sotto, suonino il campanello del vestibolo, e, con una brutta grinta, si presentino come gli Scheletri Tal de' Tali, e chiedano se il padrone o la padrona sono in casa. Questo tipo di scheletro, anche se al massimo è grande come lo scheletro di un coniglio, pare a volte più grande di quello di un dinoterio. (cap. VIII, p. 309)”
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“Secondo il dottore la nostra potenza di volontà non si limita a mettere in opera il sistema speciale di organi che le è proprio, ma sotto certe condizioni arriva a influenzare altre volontà analoghe, ovvero a subirne l'influenza: dimodoché, ad esempio, se la potenza di volontà di A ha una presa sufficiente sulla potenza di volontà di B da riuscire a mettere in moto, attraverso B, il meccanismo di quest'ultimo, quella che in apparenza è un'azione di B in realtà sarà piuttosto un'azione di A, e ciò in senso non meno reale che se l'azione fosse stata compiuta attraverso il sistema meccanico dello stesso A: in altre parole, A sarà vissuto in B. Il principio universalmente ammesso per cui chi compie un'azione per mano di un'agente la compie in realtà lui stesso, dimostra che la teoria su esposta è solo un modo indiretto di esprimere ciò che per il senso comune è assolutamente ovvio. (cap. XI; pp. 335-6)”
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“Ma la coscienza di chi agisce non è così importante come generalmente si crede, in confronto alla realtà vitale dell'azione. Noi non sappiamo nulla della forza che fa battere il nostro cuore, e non ci rendiamo nemmeno conto che batte, finché il battito è regolare. Non abbiamo alcuna coscienza del nostro respiro, né della digestione, né dell'impresa di capitale importanza che abbiamo compiuto come embrioni, né del graduale sviluppo dall'infanzia alla pubertà. Nessuno può negare che tutte queste azioni vengano compiute da un agente vitale; ma più questo agente è normale, sano, e veramente vivo, meno è stato e sarà conscio del suo agire. La parte della nostra vita corporea che penetra fino alla nostra coscienza è ben limitata rispetto a quella di cui siamo inconsapevoli. (cap. XI; pp. 336-7)”
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