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Miguel de Cervantes
172 quotes
“Quello che è prodigioso nel Don Chisciotte è la totale assenza di artificio e la continua fusione di illusione e realtà, che ne fanno un libro così comico e così poetico. (Gustave Flaubert)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Un plotone di Don Chisciotte farebbe paura; invece un Cavaliere solitario e anacronistico, fuor di senno e di tempo, accompagnato solo dal suo fido scudiero e da un grappolo di sogni, miti e allucinazioni suscita un nugolo di sentimenti: riso, tenerezza pietà e nostalgia. La solitudine è la sua follia ma è anche la nostra salvezza. Il suo irrealismo cavalleresco lo destina alla sconfitta storica e alla gloria letteraria. In palio per Don Chisciotte non c'è la conquista del potere e il dominio del mondo, ma il favore di Dulcinea del Toboso e dei suoi ammiratori. (Marcello Veneziani)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'onore del padrone rivela quello del servo. Quindi guarda chi servi e vedrai che onore hai. (1912)”
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“[...] disse che i buoni pittori imitavano la natura, ma che quelli cattivi la vomitavano. (2013)”
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“C'era sul marciapiede di San Francesco un crocchio di genovesi e, passando egli di là, uno di loro lo chiamò e gli disse: – Venga qua, signor Vetrata, e ci conti un po' qualcosa. Egli rispose: – No, non vorrei che i miei conti venissero poi registrati a Genova. (2002; p. 256)”
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“[...] dalla lingua dipendono i maggiori guai della vita umana. (Scipione; 1912)”
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“[...] ne va in rovina piú di quei che si fidano che di quei che han prudenza. Ma il mal'è che è impossibile viver bene nel mondo se non ci si fida e affida. (Scipione; 1912)”
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“[...] l'umiltà è la base e il fondamento d'ogni virtú e [...] senza di essa nessun'altra è tale; spiana ostacoli, supera difficoltà ed è un mezzo che conduce sempre a glorioso fine. I nemici te li fa amici; raffrena la collera negli sdegnati e scema la tracotanza negli altezzosi; è madre della modestia e sorella della moderazione; di fronte ad essa, insomma, i vizi non valgono a fermare vantaggioso trionfo, perché si smussano e si spuntano le frecce del male contro la mitezza e la mansuetudine dell'umile. (Berganza; 1912)”
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“Di rado o mai si soddisfa l'ambizione senza danno del terzo. (Scipione; 1912)”
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“[...] il viaggiare per diversi paesi e il trattare con diverse genti fa gli uomini avveduti. (Berganza; 1912)”
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“la trova chi muta luogo. (Berganza; 1912)”
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“[...] il consiglio del povero, per buono che sia, non è stato mai accolto [...]. (Scipione; 1912)”
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“[...] anche tra i demoni ce ne son di peggiori degli altri, e tra molti uomini malvagi suole essercene qualcuno buono [...]. (2013)”
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“suole procurare una dolce soluzione a molte amare difficoltà. (2013)”
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“[...] per ogni cosa c'è rimedio tranne per la morte [...]. (Cortadillo: 1916, p. 11)”
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“[...] quello che dice la lingua lo paga la gola [...]. (Cortadillo: 1916, p. 22)”
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“[...] le fra coloro che si vogliono bene son causa di maggior piacere quando si fa la pace [...]. (Monipodio: 1916, p. 32)”
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“Ci troviamo di fronte a un interessante fenomeno: un eroe letterario che gradualmente perde contatto col libro che l'ha prodotto; che abbandona la patria, che abbandona lo scrittoio del suo autore per vagabondare nell'universo dopo aver vagabondato per la Spagna. In definitiva, don Chisciotte è più grande oggi di quanto lo fosse nel grembo di Cervantes. Ha cavalcato per trecentocinquanta anni nelle giungle e nelle tundre del pensiero umano – guadagnando in vitalità e statura. Non ridiamo più di lui. Il suo blasone è la pietà, il suo vessillo la bellezza. L'unica cosa che conta è il suo essere gentile, generoso, puro, solitario e valoroso. La parodia è diventata pietra di paragone. (Vladimir Nabokov)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“E così questo primo grande romanzo della letteratura universale si colloca all'inizio del tempo in cui il Dio del cristianesimo incomincia a lasciare il mondo; in cui l'uomo cade in solitudine e riesce a trovare il senso e la sostanza solo in un'anima, la sua, il cui domicilio è irreperibile; in cui il mondo, sganciato dal vincolo paradossale che lo teneva unito a un aldilà attualizzato, cade in balia della sua immanente insensatezza; in cui la potenza dell'esistente – inasprita dal progressivo degradarsi dei nessi utopici a mere entità – cresce fino ad assumere proporzioni inaudite e conduce una lotta furibonda e senza meta apparente contro la marea montante di quelle forze ancora inconcepibili, ancora incapaci di autorivelarsi e impregnare il mondo. (György Lukács)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Paragonato ad altri libri classici (l'Iliade, l'Eneide, la Farsaglia, la Commedia dantesca, le tragedie e le commedie di Shakespeare) il Don Chisciotte è realista; questo realismo, però, differisce essenzialmente da quello cui dette vita il secolo XIX. Joseph Conrad poté scrivere che escludeva dalla sua opera il soprannaturale, perché ammetterlo equivaleva a negare che il quotidiano fosse meraviglioso: ignoro se Miguel de Cervantes condividesse tale intuizione, ma so che nel Don Chisciotte egli contrappose un mondo immaginario poetico a un mondo reale prosaico. Conrad ed Henry James fecero argomento romanzesco della realtà perché la giudicavano poetica; per Cervantes il reale e il poetico sono antinomie. (Jorge Luis Borges)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Poche le opere tanto generose come il Don Chisciotte. Si direbbe che vi sono libri ingrossati dalla cupidigia e libri ingranditi dalla generosità. Senza alcun dubbio, il Don Chisciotte è tra questi ultimi; si estende per pagine e pagine, ma non per fare con esse un libro, bensì per disfarlo, proprio perché non sia un libro, per far sì che la letteratura, in esso, resti spezzata, sorpassata, tralasciata. Perché il Don Chisciotte è scritto non già contro i libri di cavalleria – quale errore! – ma contro i libri, contro il libro, così come il quadro Las Meninas fu dipinto contro i quadri, anzi, contro la pittura. (Ramón Gaya)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Alla fine, esausti per le veglie, fradici e con le occhiaie, giunsero alla bellissima e splendida città di Genova e qui, dopo essere sbarcati nella sua darsena riparata e dopo aver fatto visita ad una chiesa, il capitano e tutta la brigata ripararono in un'osteria dove annebbiarono il ricordo di tutte le burrasche passate con il gaudeamus presente. [...] Il buon Tomás ebbe modo di ammirare anche i biondi capelli delle genovesi, l'eleganza e la cortesia degli uomini, l'ammirevole bellezza della città che sembrava avere le case incastonate su per quelle rocce come diamanti nell'oro. (2002; pp. 237-238)”
Miguel de Cervantes (1547–1616) said by 1616 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source