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Martin Lutero
110 quotes
“I medici vogliono fare di me una stella fissa, quando sono un pianeta irregolare [errante].”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Anch'io bevo. Non tutti però devono imitarmi, perché non tutti sopportano le mie fatiche. (N° 5173, p. 315)”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Noi Tedeschi e le restanti nazioni, siamo ingenui, quasi una nuda tavola; gli Italiani invece sono dipinti di tutte le false opinioni che è difficile abbandonare, ed i peggiori sono i più adatti ad abbracciarle. Gli Italiani infatti condannano tutte le altre nazioni, mentre proprio loro sono abominevoli. I loro digiuni sono più splendidi dei nostri più lauti banchetti. (N° 6143, p. 349)”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Siamo mendicanti. Questo è vero.”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Come madre di Dio è elevata sopra tutti gli uomini, ciò nonostante, rimane così semplice e modesta da non avere sotto di sé nemmeno la più piccola ancella. E noi, poveri noi uomini – che quando abbiamo qualche bene, potere o onore o se soltanto siamo un po' più belli degli altri, le nostre pretese divengono smisurate e non possiamo stare a fianco di uno più piccolo di noi che cosa faremmo mai se ricevessimo dei beni tanto grandi e sublimi? Perciò Dio ci lascia poveri e infelici, perché noi contaminiamo i suoi beni delicati, non sappiamo mantenere di noi l'opinione che avevamo prima, ma lasciamo che la nostra baldanza cresca o o diminuisca a seconda dei beni ricevuti o perduti. Ma questo cuore di Maria rimane saldo e uguale in ogni tempo, lascia che Dio operi in lei secondo la sua volontà, dalla sua azione non prende che una buona consolazione, gioia e fiducia in Dio. Così dovremmo fare anche noi; sarebbe il canto di un vero Magnificat.”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Se sei un predicatore della grazia, predica una grazia non finta, ma vera; se è vera grazia sopporta un peccato vero, non finto. Dio non salva i peccatori per finta. Sii peccatore e pecca fortemente, ma ancora più fortemente credi e godi in Cristo, che è vincitore del peccato, della morte e del mondo. Non si può che peccare, finché siamo qui; questa vita non è la dimora della giustizia, ma aspettiamo, dice Pietro, i nuovi cieli e la nuova terra in cui abiti la giustizia. È sufficiente che noi conosciamo per le ricchezze della gloria di Dio l'agnello che toglie il peccato del mondo; da questo non ci strappa il peccato, anche se fornicassimo o uccidessimo mille e mille volte in un solo giorno. Pensi che sia così piccolo il prezzo della redenzione per i nostri peccati offerto in un tale e tanto agnello? Prega fortemente, anche [essendo] un fortissimo peccatore.”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Io non amavo il Dio giusto che punisce i peccatori, anzi, lo odiavo; pur vivendo infatti una vita di monaco irreprensibile, davanti a Dio mi sentivo un peccatore con la coscienza sempre inquieta, e non riuscivo a confidare che la mia riparazione potesse placarlo. [...] Fu così finché infine, riflettendo per giorni e notti, per misericordia di Dio rivolsi la mia attenzione al nesso [intimo] fra le parole «La giustizia di Dio viene in lui rivelata, secondo quanto sta scritto: il giusto vive per mezzo della fede», cominciai a intendere la giustizia divina come la giustizia in cui vive il giusto per dono di Dio, in grazia della fede, e cominciai a capire che questo significa che nel Vangelo si manifesta la giustizia di Dio, la giustizia passiva, per mezzo della quale Dio misericordioso ci rende giusti in virtù della fede [...]. A questo punto mi sentii come rinato, come se fossi entrato in paradiso attraverso le porte aperte. Tutta la Scrittura mi si mostrava sotto un nuovo aspetto. Ripercorsi tutta la Sacra Scrittura, per quanto me lo consentì la memoria, e rimarcai anche in altre espressioni la corrispondenza, per esempio «l'opera divina», cioè l'opera che Dio attua in noi; «la forza divina» con la quale ci rende forti; «la saggezza divina» con cui ci rende saggi; «la potenza divina», «la salvezza divina», «l'onore divino». (pp. 167-168)”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ora Erasmo dice ambiguità con studio e con malizia: questo voglio continuare a rinfacciargli. Se poi egli dirà: "Non intendevo dir questo", già questo è dire ambiguità studiatamente. Perciò vi ordino, per comando divino, di odiare Erasmo (questo rivolto a me). Egli considera tutta la nostra teologia come Democrito, vale a dire ci ride su. Per questo scriverò contro di lui, anche se sarà ucciso; infatti ho deciso di ucciderlo con la penna, benché l'idea mi abbia a lungo tormentato, e mi sono trattenuto perché ho pensato: "Che accadrebbe se tu lo uccidessi?" Così ho ucciso anche Müntzer, la cui morte pesa sulle mie spalle. Ma l'ho fatto, perché voleva uccidere il mio Cristo. Bisogna attaccare l'ambiguità. Io non posso eguagliare Erasmo nella retorica, ma lo supero nella dialettica; non sono elegante, ma, come dice il proverbio, "Goffo e solido". (N° 446, pp. 72-73)”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“È lecito uccidere il tiranno che compie ogni sorta di misfatti arbitrariamente contro il diritto umano e divino? "Ad un privato non è lecito, anche se potesse; glielo vieta infatti il quinto comandamento: non uccidere. Ma se lo sorprendessi con mia moglie o mia figlia, potrei ucciderlo anche se non fosse un tiranno. Allo stesso modo se egli portasse via ad uno la moglie, ad un altro la figlia, ad un altro i campi e i beni, ad un altro ancora la casa e gli averi, e i cittadini, non potendo sopportare più a lungo la sua violenza e la sua tirannide, congiurassero insieme, sarebbe loro lecito ucciderlo, infatti se questo è lecito ad un privato, quando sorprende il tiranno ecc.". (N° 1126, p. 120).”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“I papisti e gli anabattisti insegnano: "Se vuoi conoscere Cristo, sta' volentieri in solitudine; non ti unire agli uomini, fatti Nicolaita". Ma questo è un consiglio apertamente diabolico che contrasta con la prima e con la seconda tavola. La prima tavola reclama la fede ed il timore; nel secondo comandamento Dio vuole che si predichino e si esaltino queste due virtù di fronte agli uomini e tra gli uomini si deve parlare e non fuggire negli angoli. Così la seconda tavola insegna che si deve fare del bene al prossimo; non dobbiamo isolarci da lui, ma associarci [...]. Al diavolo perciò quelli che dicono: "Resta volentieri solo, così il tuo cuore si purifica". (N° 1329, p. 130)”
Martin Lutero (1483–1546) said by 1546 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source