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Giovanni Pascoli
241 quotes
“Chi ha toccato una volta un'ingiuria – di sangue e di morte – non cesserà mai di toccarne di nuove. Piove sul bagnato: lagrime su sangue, e sangue su lagrime.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Conoscere e descrivere la mente di Dante sarà mai possibile? Egli eclissa nella profondità del suo pensiero: volontariamente eclissa.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Delle città dove sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Di quercia caduta ognuno viene a far legna. E tagliato l'albero, così grande e bello, perché hanno a sopravvivere i novelli?”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Egli sembra, anche nell'aspetto, una di quelle foreste sul lido del suo mare, le quali anche nella più quieta serenità pare che si contorcano alle raffiche del libeccio.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il paese non è grande, ma nemmeno piccolo; l'aria ottima; pittoreschi i dintorni: le rovine di Grumentum a pochi passi; arpeggiamenti per tutto, che fanno di Viggiano l'Antissa della Lucania.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] la parte alta della città che sembra voglia svincolarsi dal declivio collinoso su cui riposano le sue case, e forse desiosa di azzurro e di verde tende a stendersi, risalendo coi suoi fabbricati, ancora in alto, verso le montagne presilane che poi azzurramente cupe degradano sino, a poco a poco, a raggiungere le acque silenziose del classico golfo di Squillace. È sempre bello a vedere questo giardino, nei tepidi pomeriggi di autunno e nelle primavere aulenti, nelle fresche mattine d'estate e nelle luminose giornate d'inverno…”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Non c'è libro qua: da vent'anni che c'è un Liceo a Matera, nessuno n'è uscito con tanta cultura da sentire il bisogno d'un qualche libro; i professori pare che abbiano tutti la scienza infusa; e perciò libri non se n'è comprati. Ci vorrebbe un sussidio del Governo, ma il Governo probabilmente non ne vorrà sapere nulla.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Questo è il luogo dove si stringono due mani invisibili. È lo stretto e, mi si perdoni il bisticcio, la stretta. Qui la penisola si tende verso l'isola col suo selvoso Aspromonte; qui la Sicilia si protende verso l'Italia col suo candido Faro. La Calabria e la regione Mamertina sono le due mani, che l'Italia e la Sicilia si stringono: sono, se volete meglio, le due labbra con le quali si danno un bacio d'amore indissolubile.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Io sono un testimone; e ai testimoni non si chiede altezza d'ingegno e abbondanza di dottrina: si chiede se ha veduto e sa.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Voi conoscete i mali inseparabili dalla natura umana, eppure sovrumani sforzi fate contro essi. Più facile opera, anzi gioconda e felice parrebbe dovesse essere quella diretta contro i mali non necessari, non naturali, non umani. Eppure gli uomini si trascinano dietro ancora, dopo millenni e millenni, questa ingrata compagnia che non chiede se non d'essere lasciata nel cammino. Ma voi, o buoni, o forti, o soccorrevoli, come combattete il morbo, come attenuate lo spasimo, come allontanate la morte, così predicate la giustizia, la tolleranza, la pietà.”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Al mio cantuccio, donde non sento | se non le reste brusir del grano | il suon dell'ore viene col vento | dal non veduto borgo montano. (da L'ora di Barga)”
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“Che torbida notte di marzo! | Ma che mattinata tranquilla! | che cielo pulito! Che sfarzo | di perle! Ogni stelo, una stilla | che ride: sorriso che brilla | su lunghe parole. (da Canzone di marzo)”
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“Egli coglieva ed ammucchiava al suolo | secche le foglie del suo marzo primo | (era il suo nuovo marzo), il rosignolo, || per farsi il nido. E gorgheggiava in tanto | tutto il gran giorno; e dolce più del timo | e più puro dell'acqua era il suo canto. (da L'usignolo e i suoi rivali)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Io sono una lampada ch'arda | soave! | La lampada, forse, che guarda, | pendendo alla fumida trave, | la veglia che fila; || e ascolta novelle e ragioni | da bocche | celate nell'ombra, ai cantoni, | da dietro le soffici ròcche | che albeggiano in fila. (da La poesia)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Per le faggete e l'abetine, | dalle fratte e dal ruscello, | quel canto suona senza fine, | chiaro come un campanello. | Per l'abetine e le faggete | canta, ogni ora ogni dì più, | la cinciallegra e ti ripete: | tient'a su! tient'a su! tient'a su! (da La partenza del boscaiolo, III)”
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“La Chioccetta per l'aia azzurra | va col suo pigolio di stelle. (da Il gelsomino notturno)”
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“La vergine dorme. Ma lenta | la fiamma del puro alabastro | le immemori palpebre tenta; | bussa alla chiusa anima. (da Il sogno della vergine)”
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“Lascia che guardi dentro al mio cuore | lascia ch'io viva del mio passato; | se c'è sul bronco sempre quel fiore, | s'io trovi un bacio che non ho dato! | Nel mio cantuccio d'ombra romita | lascia ch'io pianga sulla mia vita! (da L'ora di Barga)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Nascondi le cose lontane, | tu nebbia impalpabile e scialba, | tu fumo che ancora rampolli, | su l'alba, | da' lampi notturni e da' crolli | d'aeree frane! (da Nebbia)”
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“Oh! Valentino vestito di nuovo, | come le brocche dei biancospini! | Solo, ai piedini provati dal rovo | porti la pelle de' tuoi piedini || Porti le scarpe che mamma ti fece, | che non mutasti mai da quel dì, | che non costarono un picciolo: in vece | costa il vestito che ti cucì. (da Valentino)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il mare è affaticato dall'ansia della vita, e si copre di bianche spume, e rantola sulla spiaggia. Ma tra un'ondata e l'altra suonano le note dell'usignuolo ora singultite come un lamento, ora spicciolate come un giubilo, ora punteggiate come una domanda. L'usignuolo è piccolo, e il mare è grande; e l'uno è giovane, e l'altro è vecchio. (capitolo I)”
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“Non l'età grave impedisce di udire la vocina del bimbo interiore, anzi invita forse e aiuta, mancando l'altro chiasso intorno, ad ascoltarla nella penombra dell'anima. (capitolo I)”
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“[...] se uno avesse a dipingere Omero, lo dovrebbe figurare vecchio e cieco, condotto per mano da un fanciullino, che parlasse sempre guardando torno torno. Da un fanciullino o da una fanciulla: dal dio o dall'iddia: dal dio che sementò nei precordi di Femio quelle tante canzoni, o dell'iddia cui si rivolge il cieco aedo di Achille e di Odisseo. (capitolo I)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Tu sei ancora in presenza del mondo novello, e adoperi a significarlo la novella parola. Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo. E in ciò è il mistero della tua essenza e della tua funzione. Tu sei antichissimo, o fanciullo! E vecchissimo è il mondo che tu vedi nuovamente! (capitolo V)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“A te né le gemme né gli ori | fornisco, o dolce ospite: è vero; | ma fo che ti bastino i fiori | che cogli nel verde sentiero, | nel muro, su le umide crepe, | su l'ispida siepe. (capitolo VII, Il fanciullo, vv. 1-6)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] altro è sentimento poetico, altro è fantasia; la quale può essere bensì mossa e animata da quel sentimento, ma può anche non essere. Poesia è trovare nelle cose, come ho a dire? il loro sorriso e la loro lacrima; e ciò si fa da due occhi infantili che guardano semplicemente e serenamente di tra l'oscuro tumulto della nostra anima. (capitolo VIII)”
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“[...] la poesia, non ad altro intonata che a poesia, è quella che migliora e rigenera l'umanità, escludendone, non di proposito il male, ma naturalmente l'impoetico. (capitolo X)”
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“Il poeta, se è e quando è veramente poeta, cioè tale che significhi solo ciò che il fanciullo detta dentro, riesce perciò ispiratore di buoni e civili costumi, d'amor patrio e familiare e umano. (capitolo XI)”
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“Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l'oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l'uno e l'altra. (capitolo XI)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta. Ma non è lui che sale su una sedia o su un tavolo, ad arringare. Egli non trascina, ma è trascinato; non persuade, ma è persuaso. (capitolo XI)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Qualunque soggetto può essere contemplato, dagli occhi profondi del fanciullo interiore: qualunque tenue cosa può a quelli occhi parere grandissima. (capitolo XII)”
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“La poesia non si evolve e involve, non cresce o diminuisce; è una luce o un fuoco che è sempre quella luce e quel fuoco: i quali, quando appariscono, illuminano e scaldano ora come una volta, e in quel modo stesso. (capitolo XII)”
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“La poesia benefica di per sé, la poesia che di per sé ci fa meglio amare la patria, la famiglia, l'umanità, è, dunque, la poesia pura, la quale di rado si trova. (capitolo XIII)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ma noi italiani siamo, in fondo, troppo seri e furbi, per essere poeti. Noi imitiamo troppo. E sì, che studiando si deve imparare a far diverso, non lo stesso. Ma noi vogliamo far lo stesso e dare a credere o darci a credere di fare meglio. Perciò sovente ci pare che, incastonando la gemma altrui in un anello nostro, noi abbiamo trovata e magari fatta la gemma; e più sovente ci che, dorando la statua di bronzo, quella statua non solo sia più bella, ma diventi opera nostra. (capitolo XIV)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La poesia consiste nella visione d'un particolare inavvertito, fuori e dentro di noi. (capitolo XIV)”
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“Oh! come è necessaria l'imperfezione per essere perfetti! (capitolo XIV)”
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“Gli occhi della gente sono oggi così fissi nell'ombelico della propria persona, che non hanno visto, si può dire, altro. (capitolo XVI)”
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“Ricòrdati che la poesia vera fa battere, se mai, il cuore, non mai le mani. (capitolo XVII)”
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“[...] questo oblìo che preme subito i morti, non è, quanto ai letterati, senza ragione e senza giustizia. Noi letterati vogliamo in vita occupar troppo il mondo di noi. Se stessimo nel nostro angolo, se non ci sbracciassimo tanto nel mezzo della gente, se non vociassimo tanto, non avverrebbe questo compenso di silenzio dopo morte. (capitolo XVIII)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“A ogni modo perché dovrebbe essere altrimenti? Che cosa fai tu, veramente, che sia degno di lode e di gloria? Tu ridi, tu piangi: che merito in ciò? Se credi d'averci merito, è segno che ridi e piangi apposta: se lo fai apposta, non è poesia la tua: se non è poesia, non hai diritto a lode. Tu scopri, s'è detto; non inventi: e ciò che scopri, c'era prima di te e ci sarà senza te. Vorresti scriverci il tuo nome su? Ti adiri, che ti vogliano giudicare e anche premiare per quello che non è se non la tua natura e la tua manifestazione di vita. Dunque che importa a te del nome? (capitolo XVIII)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Voglio la vita mia lasciar, pendula | ad ogni stelo, sopra ogni petalo, | come una rugiada | ch'esali dal sonno, e ricada || nella nostr'alba breve. Con l'iridi | di mille stille sue nel sole unico | s'annulla e sublima... | lasciando più vita di prima. (capitolo XIX)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“I poeti hanno abbellito agli occhi, alla memoria, al pensiero degli uomini, la terra, il mare, il cielo, l'amore, il dolore, la virtù; e gli uomini non sanno il loro nome. (capitolo XX)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Sonno è la vita quando è già vissuta: | sonno; chè ciò che non è tutto, è nulla. | Io, desto alfine nella patria terra, | ero com'uomo che nella novella | alba sognò, né sa qual sogno, e pensa | che molto è dolce a ripensar qual era. | Or io mi voglio rituffar nel sonno, | s'io trovi in fondo dell'oblio quel sogno. (Ulisse: X, vv. 31-38)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“E non vide la casa, né i leoni | dormir col muso su le lunghe zampe, | né la sua dea . Ma declinava il sole, | e tutte già s'ombravano le strade. (XVII, vv. 23-26)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“E il vecchio vide che le due Sirene, | le ciglia alzate sulle due pupille, | avanti se miravano, nel sole | fisse, od in lui, nella sua nave nera. | E su la calma immobile del mare, | alta e sicura egli inalzò la voce. | "Son io! Son io, che torno per sapere! | Che molto io vidi, come voi vedete | me. Sì; ma tutto ch'io guardai nel mondo, | mi riguardò; mi domandò: Chi sono?" (XXIII, vv. 29-38)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ed ecco usciva con la spola in mano, | d'oro, e guardò. Giaceva in terra, fuori | del mare, al piè della spelonca, un uomo, | sommosso ancor dall'ultima onda: e il bianco | capo accennava di saper quell'antro, | tremando un poco; e sopra l'uomo un tralcio | pendea con lunghi grappoli dell'uve. | Era Odisseo: lo riportava il mare | alla sua dea: lo riportava morto | alla Nasconditrice solitaria, | all'isola deserta che frondeggia | nell'ombelico dell'eterno mare. | Nudo tornava chi rigò di pianto | le vesti eterne che la dea gli dava. (XXIV, vv. 33-46)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Sempre un villaggio, sempre una campagna | mi ride al cuore (o piange), Severino: | il paese ove, andando, ci accompagna | l'azzurra visïon di San Marino: | sempre mi torna al cuore il mio paese | cui regnarono Guidi e Malatesta, | cui tenne pure il Passator cortese, | re della strada, re della foresta. (frammento dalla poesia Romagna, da Ricordi)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Da' borghi sparsi le campane in tanto | si rincorron coi lor gridi argentini: | chiamano al rezzo, alla quiete, al santo | desco fiorito d'occhi di bambini. (frammento dalla poesia Romagna, da Ricordi)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Dal profondo geme l'organo | tra 'l fumar de' cerei lento: | c'è un brusio cupo di femmine | nella chiesa del convento: || un vegliardo austero mormora | dall'altar suoi brevi appelli: | dietro questi s'acciabattano | delle donne i ritornelli. || [...] || Per noi prega, o santa Vergine, | per noi prega, o Madre pia; | per noi prega, esse ripetono, | o Maria! Maria! Maria! (Le monache di Sogliano)”
Giovanni Pascoli (1855–1912) said by 1912 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source