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Giorgio Gemisto Pletone
6 quotes
“E in che altro si può dir che consista la rettitudine più propriamente, che in non far pregiudizio, di volontà nostra, a chicchessia, e far bene a più che si può? (p. 199)”
Giorgio Gemisto Pletone (1355–1452) said by 1452 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Di poi, non bisogna che altri, attendendo a quello che l'uomo ha comune cogli altri animali, conchiuda però che tutta la nostra essenza sia prossima a quella delle bestie; ma vuolsi eziandio guardare a quelle altre operazioni dell'uomo che hanno più del divino, e di qui conchiudere che in noi debba anco essere un'altra essenza, molto più divina di quella degli animali. (p. 200)”
Giorgio Gemisto Pletone (1355–1452) said by 1452 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“E certo in niuna maniera è credibile che Iddio, con essere sommamente buono, e rimoto da qualunque invidia, non abbia nelle sostanze prossime a sé, oltre agli altri doni, conferita eziandio l'immortalità. Che se quelle sono immortali, ancora quel tanto della nostra essenza che è proporzionata alla loro, sarà immortale. (p. 201)”
Giorgio Gemisto Pletone (1355–1452) said by 1452 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Adunque con buona ragione ancora noi abbiamo detto non altro essere le morti, sì dei congiunti e degli amici, e sì le nostre proprie, se non peregrinazioni della più degna parte dell'uomo ad un qualunque luogo a lei accomodato, e separazioni degli uni dagli altri per alcun tempo solamente, e non già in perpetuo. (p. 202)”
Giorgio Gemisto Pletone (1355–1452) said by 1452 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La nazione dei traci è antica, e delle maggiori che sieno al mondo: io non dico solamente di quella di qua dal Danubio, le abitazioni della quale si distendono per insino dal mar Nero all'Italia; ma intendo parimente di quell'altra parte di là dal Danubio, i quali favellano la medesima lingua che questi di qua, e tengono un tratto di paese che va infino all'oceano che è da quella banda, e infin presso a quel continente che per lo estremo del freddo è disabitato: ed anco questa parte è molta, e più assai di quella di qua dal Danubio. Questa gente, per essere animosa e di non rozzo sentimento, non fu senza il suo pregio insino ab antico. Perocché colui che in Atene instituì quei misteri eleusini, il suggetto dei quali si era l'immortalità dell'anima, fu Eumolpo trace; e da essi traci è fama che la Grecia apprendesse il culto delle Muse. Ora una gente usata di onorare le Muse, non può essere goffa né incólta; e così una che abbia riti e credenze attenenti alla immortalità dello spirito umano, non può essere d'animo ignobile. (pp. 197-198)”
Giorgio Gemisto Pletone (1355–1452) said by 1452 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Coloro eziandio che si uccidono da sé stessi (come che in ciò adoprino secondo ragione o altrimenti, che questo non rileva nulla a quel che noi vogliamo provare), danno a conoscere che l'uomo è composto di due diverse essenze, e come l'una di esse è immortale, e l'altra mortale. Perocché niuna cosa è al mondo di tal natura, che essa alcuna volta appetisca e procacci la distruzione propria; anzi tutte le cose sempre, con tutto il potere, procacciano di essere e di conservarsi. Laonde è impossibile che l'uomo, quando egli si uccide da sé medesimo, uccida col suo mortale il suo stesso mortale; ma sì bene egli spegne la natura mortale che è in lui, colla natura immortale. (pp. 201-202)”
Giorgio Gemisto Pletone (1355–1452) said by 1452 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source