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Gilbert Keith Chesterton
261 quotes
“Il paradosso è stato definito come "la verità che sta ritta in piedi sulla propria testa per attirare l'attenzione", ed è stato difeso sulla base del fatto che esiste un gran numero di credenze che sta ben saldo sui propri piedi, visto che la testa non la possiede.”
Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) said by 1936 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“In genere gli uomini cocciuti [...] sono molto precisi in ciò che stanno facendo: ecco perché sono così spesso in torto rispetto a ciò che fanno.”
Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) said by 1936 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La conversazione dovrebbe essere sacra perché è così leggera, così tenue e, se volete, così futile; comunque, così fragile e facile a distruggersi. Troncarle la vita è peggio di un omicidio: è un infanticidio. È come uccidere un bambino che sta cercando di venire alla luce.”
Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) said by 1936 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Per fortuna la gente continua a dissentire sino a quando non muore in pace nel proprio letto. Molto di rado gli uomini concordano davvero pienamente e finalmente. Conoscevo due uomini che giunsero a concordare fra di loro in maniera così completa che uno naturalmente uccise l'altro...”
Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) said by 1936 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ogni particolare ci conduce a qualcosa, certo; ma quasi sempre ci conduce alla cosa sbagliata. I fatti ci conducono in tutte le direzioni, almeno a quanto mi sembra, come i mille rami di un albero. È solo la vita dell'albero che possiede un'unità e si innalza; è solo la linfa verde che zampilla, come una fontana, verso le stelle." (p. 38)”
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“Quando un uomo non ha l'estro del poeta ha molte probabilità di essere un poema." (p. 49)”
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“L'essere buoni è una impresa molto più rischiosa del giro del mondo." (p. 52)”
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“Sei ancora così imbevuto di superstizioni, così attaccato agli oscuri altari preistorici, da credere ai fatti? Non ammetti invece il valore di un'impressione immediata?" (p. 54)”
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“Ve lo domando soltanto", disse Basil, "perché dei vostri due ultimi amici che avevano una mentalità moderna, uno pensava che era sbagliato mangiare pesci, e l'altro che era giusto mangiare gli uomini. Vi chiedo scusa, ma la pensavano proprio così, se ben ricordo." (p. 60)”
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“Drummond, stasera qui c'è della brava gente e della gente sana. Disgraziatamente, quasi per una coincidenza, tutti i galantuomini sono pazzi, e tutti i sani sono farabutti." (p. 62)”
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“Le ossa dell'ultimo mammut sono rovinate da un pezzo come in un gigantesco naufragio; le burrasche non inghiottono più le nostre navi, e le montagne da cuore di fuoco non rovesciano più l'inferno sulle nostre città, ma noi siamo in aspra ed eterna lotta con le piccole cose e soprattutto coi microbi e coi bottoni da camicia. (p. 69)”
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“Ma pensi proprio che la verità sia più strana della finzione?", disse il fratello con qualcosa che somigliava a uno scherno. "La verità è necessariamente più strana della finzione", disse Basil con calma. "infatti la finzione è una creazione della mente umana, e appunto per questo è congenita." (p. 91)”
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“Come il cielo, onnipresente è l'eroismo, | esso non finirà prima che finisca il mondo | e benché le cupe macchie roteino con fragore | di ciò, amico mio, non vi prenda timore. | Esso non finì presso l'urna di Nelson | dove sta assisa una Inghilterra immortale: | né dove i vostri giovani gagliardi a turno | bevvero – ad Austerlitz – la morte come un liquore. (p. 21)”
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“Lungi da vostri soleggiati altipiani | ebbi una visione: le strade che seguivo | strade diritte, illuminate, esplosero | e incontrarono le strade stellari che conducono a Dio. | Questa leggenda di un'epica ora | l'ho sognata da fanciullo – e la risogno ancora, | sotto la grande e grigia torre, sull'acqua | che s'appunta alle stelle sul colle di Campden. (p. 22)”
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“Eppure, c'era negli occhi degli operai lungo la strada, dei contadini nei campi, dei marinai e dei fanciulli, e soprattutto negli occhi delle donne, una strana luce che faceva sì che i dotti rimanessero nel dubbio e nella febbre dell'incertezza. I dotti non potevano scandagliare la profondità della gioia di quegli sguardi. Quella gente aveva ancora risorse nascoste: non aveva cessato di smentire il profeta. (p. 30)”
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“Sono nato, come gli altri uomini, in un punto di questa terra che ho incominciato ad amare perché, fanciullo, vi ho giocato, perché vi ho amato, perché vi ho trascorso, chiacchierando con i miei amici, notti ch'erano divine. E ho avuto il sentimento del mistero. Quei giardinetti dove abbiamo confessato i nostri amori, quelle strade per cui abbiamo trasportato i nostri morti, perché dovrebbero essere volgari, perché dovrebbero essere paradossali? (pp. 118-119)”
Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) said by 1936 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“In tutta questa faccenda, io sento di aver combattuto non soltanto per la mia città natia, alla quale devo tutto il mio sangue, ma anche per tutti i luoghi del mondo dove grandi idee come queste possono prevalere. Io non lotto soltanto per Notting Hill, ma anche per i suoi nemici, per Bayswater, per North Kensington. Giacché se i cacciatori di milioni saranno vittoriosi, anche queste città perderanno i loro antichi sentimenti e tutto il mistero della loro anima nazionale." (p. 144)”
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“La libertà di parlare significa nella nostra civiltà moderna che dobbiamo parlare soltanto di cose non importanti. Non abbiamo il diritto di parlare della religione, perché questo non è liberale; non abbiamo il diritto di parlare del pane né del formaggio perché questo è un voler parlare di bottega; non ci è permesso parlare della morte perché cosa che ci rende tristi; e tanto meno non ci è permesso di parlare della nascita, perché non sarebbe argomento delicato. (p. 147)”
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“Deliberatamente, con meditato proposito, aveva fatto la scelta di ciò che sarà sempre causa di turbamento, sino alla fine dei tempi, della pace del mondo: aveva scelto una vita breve e allegra. (p. 160)”
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“– Per voi e per me – disse Wayne, con tono di strana melodia – e per tutti i valorosi, c'è del buon vino nell'osteria ch'è alla fine del mondo. (p. 276)”
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“Come l'albero cade, così riposerà. Hanno detto ch'è una frase triste e cupa, ma è l'essenza di ogni gioia profonda. Io faccio in questo momento ciò che ho fatto in tutta la mia vita: la sola cosa cioè che ci renda felici, la sola cosa che ci renda universali. Io m'attacco a qualche cosa. (pp. 277-278)”
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“Se giocando questo gioco infantile lo abbiamo considerato seriamente come una crociata, se abbiamo innaffiato il vostro ridicolo giardinetto col sangue ei martiri, d'un asilo infantile abbiamo fatto un tempo. E vi domando in nome del cielo, chi ci ha guadagnato? (p. 284)”
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“L'amore vincola se stesso per sua natura, e l'istituto del matrimonio ha solo fatto all'uomo comune la cortesia di prenderlo in parola. All'amante i saggi moderni offrono le più grandi libertà e la più completa irresponsabilità, sfoggiando un sorriso smagliante dal sapore cattivo; ma non lo rispettano come faceva la vecchia Chiesa; non scrivono il suo giuramento nei cieli, a testimonianza del suo momento più alto. Gli danno ogni libertà tranne quella di vendere la sua libertà, l'unica che egli desideri. (p. 39)”
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“L'inferno più infernale che l'immaginazione è in grado di concepire è quello in cui interpretiamo sempre il medesimo dramma, senza nemmeno un camerino stretto e sporco in cui essere umani. Questa è la condizione del decadente, dell'esteta, di colui che sostiene o pratica l'amore libero. Trascorrere l'eternità ad affrontare pericoli che sappiamo non possono danneggiarci, a fare voti che sappiamo non possono vincolarci, a sfidare nemici che sappiamo non possono conquistarci: questa è la bonaria tirannia decadente chiamata libertà. (pp. 37-38)”
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“Tutte le grandi letterature sono sempre state allegoriche, poiché contenevano il simbolo di una qualche visione dell'universo intero. (p. 69)”
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“Fra le tante stranezze che l'uomo ha dimenticato, il vuoto di memoria più universale e catastrofico è quello in virtù del quale ha scordato che viviamo su una stella. (p. 66)”
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“Prima di passare a visioni e creazioni, possiamo accontentarci di un pianeta di miracoli. (p. 81)”
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“Esiste una strada che collega l'occhio al cuore senza passare per l'intelletto. Gli uomini non litigano sul significato del tramonto; non mettono mai in discussione il fatto che il biancospino dica la cosa migliore e più saggia sulla primavera. (p. 84)”
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“Ogni gergo è metafora, e ogni metafora è poesia. (In difesa del gergo, p. 111)”
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“Possiamo scalare il cielo e trovare miriadi di nuove stelle, ma ne mancherà sempre una che ancora non abbiamo scoperto: quella su cui siamo nati. (p. 114)”
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“Tranne in casi disperati, nessun patriota si sognerebbe mai di dire: «Giusto o sbagliato, il mio paese è sempre il mio paese». Sarebbe come dire: «Mia madre è sempre mia madre, ubriaca o sobria». (p. 124)”
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“E Noè diceva spesso a sua moglie, quando si sedeva a pranzo: | "Poco m'importa dove vada l'acqua, purché non vada nel vino!".”
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“Io non so se Dio abbia fatto l'uomo per essere in tutto e per tutto felice. Ma Dio certamente vuole che gli uomini si divertano un po', ed io, per mio conto, intendo d'andare avanti divertendomi. Se non posso soddisfare il mio cuore, voglio almeno soddisfare il mio buon umore. (1962, p. 69)”
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“I pensieri più profondi sono i più semplici. (1962, p. 102)”
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“Ma essa notò che ciò che egli conosceva era sempre appena il frammento di un fatto. Ciò che costantemente egli mostrava di non conoscere, era la verità che si nascondeva dietro il fatto stesso. Ciò che egli non conosceva era l'atmosfera: era la tradizione. (1962, p. 137)”
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“E tutte le verità che un uomo ha trovato come uomo di scienza, sono leggermente diverse dalle verità che ha trovato come uomo; perché la famiglia, gli amici, le abitudini, l'atmosfera sociale di un uomo hanno già avuto su di lui la loro influenza, prima che egli abbia imparato teoricamente cosa alcuna. (1962, p. 146)”
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“Ma più l'animo scopre | e più gli uomini credono.”
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“Vi sono due generi di idealisti – disse. – Quelli che idealizzano la realtà, e quelli, più rari, che convertono in realtà l'ideale." (1962, p. 201)”
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“Gli aghi di Dio sono più soffici dei tappeti degli uomini." (1962, p. 209)”
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“Mentre stava lottando con tali parole e tali pensieri, qualche cosa avvenne intorno a lui; qualche cosa che egli aveva descritto molte volte e che aveva letto in mille libri, ma che non aveva mai visto. Attraverso il fitto fogliame occhieggiò una debole, pallida luce, più misteriosa ancora del chiarore lunare. Entrò attraverso le innumerevoli porte e finestre del bosco, timida e silente, ma fiduciosa. La sua bianca veste si rigò d'oro e porpora; il suo nome era: alba. (1962, p. 210)”
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“Il trovare e il combattere il male è il principio di ogni allegria, e anche di ogni farsa. (1962, p. 211)”
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“In tutti i paesi del mondo i ricchi sono proprio la feccia, la parte peggiore della popolazione. (cap. XV; 2012)”
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“L'uomo che lancia una bomba è un artista perché preferisce un grande momento a tutto. (cap. 1)”
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“Una nube offuscava le menti, | nell'aria passava un gemito, | una nube malata premeva sull'anima | quando io e te eravamo ragazzi. | La scienza svelava il nulla, | l'arte celebrava la decadenza; | il mondo era vecchio, finito, | ma eravamo allegri, io e te. (p. 15)”
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“Un peccato innocente | era distorto in forme miserande, | l'uomo si vergognava dell'onore, | ma io e te non ci vergognavamo. | Anche se sciocchi, deboli e confusi, | non eravamo scesi così in basso. | Quando il nero Baal precluse il cielo, | non innalzammo un canto a celebrarlo. | Fanciulli, costruivamo fortezze nella sabbia, | fragili come noi, ma alte | a fermare quel mare di amarezza. | Buffoni in vesti variopinte, | tacevano le campane delle chiese, | ma squillavano i nostri | berrettini a sonagli. (pp. 15-16)”
Gilbert Keith Chesterton (1874–1936) said by 1936 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Giovani, vivevamo per vedere | Dio che infrangeva i loro turpi incanti | Dio e Repubblica | venire avanti armati. | E la rocca dell'anima umana, | vacillante, vedemmo soccorsa. | Ma beato è colui che non vide, | eppur cieco, credette. (pp. 16-17)”
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“Noi, in pace con Dio, | ora la verità possiamo dirla, | si fatica a affondare radici | ed è bello invecchiare | tra le cose comuni: | il matrimonio e un credo. | Ora io lo scriverò senza paura | e tu, senza paura, leggerai. (p. 17)”
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“Il buddismo non è un credo, è un dubbio.”
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“Di solito un poliziotto va ad arrestare i ladri nelle birrerie, noi andiamo ai ricevimenti degli artisti a cercare di individuare un pessimista. (p. 51)”
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“Credo di essere poco adatto..." "Basta la volontà" disse lo sconosciuto. "Non conosco nessuna professione" obiettò Syme "per essere abilitati alla quale basti la volontà". "Io sì: il martirio. Vi condanno a morte. Buongiorno." (p. 54)”
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