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Francesco Petrarca
122 quotes
“[...] e in verità mai mi sembrerà che la presenza di un amico interrompa la solitudine, bensì che la adorni. (lib. I, cap. VII; 1992, p. 109)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Come è grande dunque il piacere, come è grande la sicurezza data dalla solitudine che ha attraversato tutti i pericoli ed enumera, alle sue spalle, lontano, i propri mali! Che gioia aver superato illesi i casi funesti e, al bivio, se a sinistra c'era la morte, essersi trovati a destra; e tanto maggiore è la gioia quanto più si era inclini a scegliere l'altra direzione. La natura ha infatti questa peculiarità: quanto più grave e più presente si rammenta il pericolo, tanto più si gioisce per averlo superato. (lib. I, cap. VIII; 1992, p. 113)”
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“Benché infatti ogni natura abbia i propri difetti, tuttavia gran parte dei mali deriva da una sorta di emulazione e dalla smania di imitare. (lib. I, cap. VIII; 1992, p. 121)”
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“Non cesserà mai di essere in ansia chi sarà sempre proteso verso il domani: nessun giorno infatti, eccetto l'ultimo, sarà privo di un domani e nessuno, eccetto il primo, non è stato il domani di qualche altro giorno. (lib. I, cap. VIII; 1992, p. 133)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] a poco a poco, in ogni luogo della terra, tutto decade: tutti i buoni costumi hanno breve durata, quelli cattivi invece sono eterni. (lib. I, cap. IX; 1992, p. 137)”
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“[...] fuggire le sciagure che non possiamo mettere in fuga. (lib. I, cap. IX; 1992, p. 141)”
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“La solitudine – a volerla debitamente definire – è di tre tipi: del luogo [...]; del tempo, ovverosia delle notti, quando anche nel foro c'è solitudine e silenzio; dell'animo, ovverosia di quelli che, per la straordinaria capacità di concentrarsi nella contemplazione, si sottraggono al mezzogiorno e alla piazza affollata e ignorano che cosa vi succeda e sono soli in qualunque momento e luogo vogliano esserlo. (lib. II, cap. VI; 1992, p. 197)”
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“Veniamo a Genova, che dici di non aver mai visto. Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare; la sua stessa potenza, come è già accaduto a molte città, le nuoce e le reca danno, perché offre materia alle contese e alle gelosie cittadine.”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] di questa ammirerai ora il comportamento dei cittadini, la posizione dei luoghi, lo splendore degli edifici e soprattutto la flotta, formidabile e temibile per ogni nazione come è stato scritto di quella di Tiro; ammirerai il molo opposto al mare e il porto, opera dell'uomo, di inestimabile valore e di molto lavoro, che invano colpiscono le quotidiane tempeste.”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Quando avrai diligentemente osservato questa città, il litorale che l'avvolge a destra e a sinistra, i monti che sovrastano i flutti, inoltre le persone, gli animi forti ed il comportamento della gente, sappi di aver visto quel secondo coltello che per molti anni, con un esercizio continuo, affilò la spada del valore romano.”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ti verrà forse all'orecchio qualcosa di me, sebbene sia dubbio che il mio povero, oscuro nome possa arrivare lontano nello spazio e nel tempo. E forse ti piacerà sapere che uomo fui, quale la sorte delle opere, soprattutto di quelle la cui fama sia giunta sino a te e di cui tu abbia sentito vagamente parlare.”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Sono stato uno della vostra specie, un povero uomo mortale, di classe sociale né elevata né bassa; di antica famiglia, come dice di se stesso Cesare Augusto; di temperamento per natura né malvagio; né senza scrupoli, se non fosse stato guastato dal contatto abituale con esempi contagiosi.”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'adolescenza mi illuse, la gioventù mi traviò, ma la vecchiaia mi ha corretto e con l'esperienza mi ha messo bene in testa che era vero quel che avevo letto tanto tempo prima; che i godimenti dell'adolescenza sono vanità.”
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“Ebbi la fortuna di godere la familiarità dei principi e dei re, e l'amicizia dei nobili, tanto da esserne invidiato.”
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“Mi travagliò quand'ero molto giovane, un amore fortissimo; ma il solo, e fu puro; e più a lungo ne sarei stato travagliato se la morte, crudele ma provvidenziale, non avesse spento definitivamente quella fiamma quand'ormai era languente.”
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“I più grandi re del mio tempo mi vollero bene e mi onorarono – il perché non lo so; è cosa che riguarda loro – e con certuni ebbi rapporti tali che in certo qual modo erano loro a stare con me; e dalla loro grandezza non ebbi noie, ma molti vantaggi.”
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“... uomo di vivace ingegno, esperto abbastanza di lettere [...] che fin dai primi anni fu delle riposte cose curiosissimo indagatore... Ed egli o che sperasse potermi mantener la promessa, o che vergognasse di confessare la propria ignoranza [...], o che per avventura (né vorrei crederlo) sentisse invidia dell'aprirmi questo segreto, risposemi che avrebbe sciolto il mio dubbio quando fosse tornato alla sua patria ed ivi avesse potuto consultare i suoi libri, de' quali aveva copia tragrande.”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Solo al medico è conceduto dar morte agli uomini impunemente.”
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“Non sono né vivo né sano, né morto né malato; allora soltanto comincerò a vivere e a star bene, quando troverò l'uscita di questo labirinto. A tal fine tutto son rivolto, a questo solo mi adopro. (da XII, 10)”
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“Povera e nuda vai, Filosofia. (sonetto I secondo la numerazione di Marsand, sonetto VII secondo Mestica)”
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“Vergine bella che di sol vestita, | Coronata di stelle, al sommo Sole | Piacesti si, che 'n te sua luce ascose, | Amor mi spinge a dir di te parole; | Ma non so incominciar senza tu' aita, | E di Colui che amando in te si pose. | Invoco lei che ben sempre rispose, | Chi la chiamò con fede. (da Canzone VIII)”
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“Se dal mio stato assai misero e vile | Per le tue man resurgo | Vergine, l' sacro e purgo | Al tuo nome e pensieri e 'ngegno e stile, | La lingua, e 'l cor, le lagrime e i sospiri. (da Canzone VIII)”
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“Raccomandami al tuo Figliol, verace | Uomo e verace Dio | Che accolga 'l mio spirto ultimo in pace. (da Canzone VIII)”
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“Vergine chiara e stabile in eterno, | Di questo tempestoso mare Stella, | D' ogni fedel nocchier fidata guida, | Pon mente in che terribile procella | I mi ritrovo sol senza governo, | Ed ho già da vicin l' ultime strida: | Ma pur in te l'anima mia si fida. (da Canzone VIII)”
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“Tennemi Amor anni ventuno ardendo | Lieto nel foco, e nel duol pien di speme: | Poiché Madonna e 'l mio cor seco insieme | Saliro al ciel, dieci altri anni piangendo. (da Sonetto LXXXIV)”
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“Tra lo stil de' moderni e 'l sermon prisco. (son. VII, com.: S'Amore o Morte non dà qualche stroppio; son. XXXII nell'ed. Mestica)”
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“I' da man manca, e' tenne il camin dritto: | I' tratto a froza, ed e' d'Amore scorto: | Egli in Jerusalem, ed io in Egitto. (XVII, che comincia: Quanto più disiose l'ali spando; son. CVIII nell'ediz. Mestica)”
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“Ira è breve furor. (XIX: CXCVI nell'ed. Mestica).”
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“La vita el fin e 'l dì loda la sera (I, 4 nell'ed. Marsand, p. 25 nell'ed. Mestica)”
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“Da me son fatti i miei pensier diversi. (num. II secondo il Marsand, canz. III dell'ediz. Mestica)”
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“Tempo non mi parea da far riparo | Contr' a' colpi d'Amor. (num. 3)”
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“La noia e 'l mal della passata via. (num. IV secondo Marsand, canz. V dell'ediz. Mestica, v. 11)”
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“El più bel fior ne colse. (VIII secondo Marsand, X nell'ed. Mestica)”
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“Intendami chi po', ch'i' m'intend'io. (num. IX secondo Marsand; canz. XI secondo Mestica; v. 17)”
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“E già di là dal rio passato è 'l merlo. (Num. IX, nell'ed. Marsand, num. XI nell'ed. Mestica)”
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“I' benedico il loco e 'l tempo e l'ora. (Num. X, secondo il Marsand, com.: Quando fra l'altre donne ad ora ad ora; nell'ed. Mestica, son. XII)”
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“Veggio 'l meglio ed al peggior m'appiglio. (Num. XVII nell'ed. Marsand, sonetto XXI nell'ed. Mestica)”
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“Nel mondo | Sua ventura ha ciascun dal dì che nasce. (Num. XXXV nell'ed. Marsand, sonetto CCLXII nell'ed. Mestica)”
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“Che 'nanzi al dì de l'ultima partita | Uom beato chiamar non si convene. (Num. XXXVI nell'ed. Marsand, sonetto XLIII nell'ed. Mestica)”
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“Non era l'andar suo cosa mortale | Ma d'angelica forma. (XLI nell'ed. Marsand, LXIX nell'ed. Mestica)”
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“Poi che mia speme è lunga a venir troppo. (n. LIX secondo Marsand, LXVII secondo Mestica, v. 1)”
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“Seguite i pochi, e non la volgar gente. (num. LXVII secondo il Marsand, son. LXXIII dell'ed. Mestica)”
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“Né del vulgo mi cal né di fortuna. (num. LXXVIII secondo il Marsand, sonetto XCI secondo il Mestica)”
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“Femina è cosa mobil per natura: | ond'io so ben ch'un amoroso stato | in cor di donna picciol tempo dura. (Se 'l dolce sguardo di costei m'ancide, Num. CXXXI nell'ed. Marsand, sonetto CL nell'ed. Mestica)”
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“Lo spirito è pronto, ma la carne è stanca. (Num. CLIV nell'ed. Marsand, sonetto CLXXIII nell'ed. Mestica)”
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“[...] Morte fura | prima i migliori, e lascia star i rei [...]. (Num. CXC nell'ed. Marsand, sonetto CCX nell'ed. Mestica)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Così or quinci or quindi rimirando, | Vidi in una fiorita e verde piaggia | Gente che d'amor givan ragionando. | Ecco Dante e Beatrice; ecco Selvaggia; | Ecco Cin da Pistoja; Guitton d'Arezzo. | Che di non esser primo par ch'ira aggia. | Ecco i duo Guidi che già furo in prezzo; | Onesto Bolognese; e i Siciliani, | Che fur già primi, e quivi eran da sezzo. (IV, 35)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“I' che gioir di tal vista non soglio | per lo secol noioso in ch'i' mi trovo, | voto d'ogni valor, pien d'ogni orgoglio, | l'abito in vista sì leggiadro e novo | mirai, alzando gli occhi gravi e stanchi, | ch'altro diletto che 'mparar non provo. (I, 16)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Tal biasma altrui che sè stesso condanna. (I, 118)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Stanco già di mirar, non sazio ancora. (II, 1)”
Francesco Petrarca (1304–1374) said by 1374 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source