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Fëdor Dostoevskij
280 quotes
“Colto! Ma quello che sai tu, io l'ho dimenticato almeno sette volte! Ecco che colto che sei! (Fomà Fomìč a Sergèj, p. 155)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Io con calore presi a dire che anche in chi è caduto si possono mantenere vivi sentimenti umani altissimi, che la profondità dell'animo umano è insondabile, che non bisogna disprezzare chi è caduto, ma al contrario bisogna andare loro incontro e risollevarli, che è falsa la misura universalmente accettata del bene e della moralità, e così via, e così via. (p. 335)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“È vero che per Eževikin era tremendamente importante dare marito a Nàsten'ka, ma se egli si faceva passare per buffone, la ragione di ciò era semplicemente ch'egli aveva un intimo bisogno di sfogare la rabbia accumulata. L'impulso a schernire e la lingua lunga li aveva nel sangue. Egli, per esempio, faceva la caricatura di sé stesso come dell'adulatore più abietto e servile, ma nello stesso tempo faceva capire chiaramente che si trattava solo di un'apparenza, e quanto più avvilente era la sua lusinga, tanto più sarcastico e trasparente appariva lo scherno. (p. 348)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“A un suo personaggio, Versilov, Dostoevskij mette in bocca un'idea simile: che basti rinunciare agli assoluti, disfarsi di qualsiasi pretesa all'immortalità, perché gli uomini imparino a riconciliarsi con la terra, cioè con la loro finitezza e la loro fragilità, finalmente amandosi gli uni gli altri, perché non c'è amore se non là dove c'è condivisione d'un destino comune e sentimento di pietà per chi muore, cioè per tutti. Quest'idea nel romanzo dostoevskiano non viene confutata, ma semplicemente messa sulla bocca del diavolo, e smontata col più amaro dei sorrisi. (Sergio Givone)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Io annoto solamente i fatti, evitando a ogni costo tutto il resto e, principalmente, gli abbellimenti letterari; un letterato scrive per trent'anni e alla fine non sa nemmeno lui perché sia stato tanti anni a scrivere. Io non sono un letterato, non voglio esserlo, e trascinare l'intimo del mio animo e una bella descrizione di sentimenti alla loro fiera letteraria, lo riterrei un'indecenza e una bassezza. (1987, p. 25)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“No, la segreta coscienza del potere è assai più piacevole dell'aperto dominio. (I, III, I; 1957, p. 43)”
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“L'epoca attuale, l'epoca attuale è il tempo della mediocrità aurea e dell'insensibilità, della passione per l'ignoranza, della pigrizia, dell'incapacità al lavoro e dell'aspirazione a trovar tutto già bell'e pronto. Nessuno pensa; di rado si trova qualcuno che concepisca un'idea. (Kraft: I, IV, I; 1957, pp. 64-65)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Non tutte le nature sono identiche; in molti una deduzione logica si trasforma talvolta in un sentimento fortissimo, che pervade tutto il loro essere e che è molto difficile scacciare o trasformare. Per guarire uno così bisogna, in questo caso, cambiare quello stesso sentimento, e ciò è possibile solo sostituendolo con un altro di pari forza. Questo è sempre difficile, e in molti casi, impossibile. (1987, p. 78)”
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“Per tutta la vita, in tutti i miei sogni su come avrei trattato la gente, me la cavavo sempre molto bene, ma poi, alla prova dei fatti, ero sempre molto stupido. E questo lo ammetto con indignazione e sinceramente, mi sono sempre tradito con le parole e ho sempre avuto fretta, e perciò ho deciso di farla finita con la gente. Come premio: indipendenza, tranquillità di spirito, chiarezza dello scopo. (1987, p. 111)”
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“È sufficiente un granello di sabbia o un peluzzo per disperdere il buono e cambiarlo in cattivo. Le cattive impressioni, invece, con mio rammarico, non mi si dissipano così alla svelta, sebbene non serbi rancori. (1987, p. 130)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La sua onestà gli impediva ogni perspicacia. (1987, p. 164)”
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“Un realismo delimitato dalla punta del proprio naso è più pericoloso del più folle fantasticare, perché è cieco. (1987, p. 178)”
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“È sorprendente quanti pensieri estranei possano balenare in mente proprio quando uno è tutto scosso da qualche enorme notizia la quale, in effetti, sembrerebbe dover schiacciare gli altri sentimenti e disperdere tutti i pensieri estranei, specialmente quelli futili; e invece sono proprio quelli futili che si insinuano. (1987, p. 198)”
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“Io non ho mai avuto un amico, e ritengo anzi che quest'idea sia una sciocchezza. (1987, p. 240)”
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“Amare le persone così come sono è impossibile. E tuttavia si deve. E per questo fa loro del bene. (1987, p. 262)”
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“Tutti i consigli salutari dati in anticipo, non sono altro che un'ingerenza a spese altrui nella coscienza altrui. Io ho fatto abbastanza incursioni nella coscienza degli altri, e alla fin fine ne ho riportato solo mortificazioni e beffe. Delle mortificazioni e delle beffe, certo, non mi importa niente, ma l'essenziale è che con questa tattica non si ottiene proprio niente: nessuno ti ascolterà, per quanto tu ti intrometta... e tutti ti disarmeranno. (1987, pp. 319-20)”
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“[...] «poiché un idealista, quando si urta contro la realtà, è subito, prima degli altri, incline a supporre ogni sorta di bassezze». (III, VIII, II; 1957, p. 470)”
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“La stupidità e l'arroganza unite sono una grande forza. (1987, p. 526)”
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“È oltremodo raro che le fotografie risultino somiglianti, e questo è comprensibile: è oltremodo raro che l'originale stesso, cioè ciascuno di noi, sia simile a se stesso. Solo in rari momenti un viso umano esprime il suo tratto fondamentale, il suo pensiero più tipico. L'artista studia un viso e intuisce questo pensiero fondamentale, anche se nel momento in cui dipinge non c'è affatto su quel viso. (1987, p. 537)”
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“Le donne russe imbruttiscono alla svelta, la loro bellezza appare solo per un attimo, e, davvero, non è solo per le caratteristiche etnografiche del viso, ma anche perché sanno amare senza riserva. La donna russa dà tutto di colpo, quando ama: e l'istante, e il destino, e il presente, e il futuro; non sanno economizzare, non nascondono per far provvista e la loro bellezza la rovinano rapidamente per colui che amano. (1987, p. 537)”
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“Tutta una vita di vagabondaggi e dubbi, e a un tratto, la loro soluzione, il giorno tale, alle cinque del pomeriggio! È perfino offensivo, non è vero? (1987, p. 540)”
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“Strana sensazione, quando ti decidi e non riesci a deciderti. (1987, p. 577)”
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“Un tal uomo nasce e si sviluppa unicamente per prender moglie e, ammogliatosi, immediatamente si trasforma in un accessorio della moglie, perfin nel caso in cui gli accadesse di avere un suo proprio, incontestabile carattere. Principale connotato di un tal marito è il noto ornamento. Non essere cornuto egli non può, esattamente come il sole non può non risplendere; ma egli di questo non soltanto non sa mai nulla, ma non può nemmeno mai venir a sapere per le leggi stesse della natura. (p. 45)”
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“È una di quelle donne," pensava, "che sembrano nate apposta per essere delle mogli infedeli. Queste donne non cadono mai in fallo quando sono fanciulle; la legge della loro natura vuole che per farlo siano immancabilmente sposate. Il marito è il primo amante, ma soltanto dopo le nozze. Nessuna riesce a sposarsi in modo più abile e facile di loro. Per il primo amante la colpa è sempre del marito. E tutto avviene nella massima sincerità; fino alla fine si sentono in sommo grado nel giusto e, naturalmente, del tutto innocenti." (IV, 2019, pp. 46-47)”
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“I pensieri elevati vengono non tanto da un ingegno elevato, quanto da sentimenti elevati. (XIII, 2019, p. 150)”
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“Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni. (San Paolo 1999, p. 12)”
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“Sono completamente senza una storia. Come si dice da noi, ho vissuto per me stesso, cioè completamente solo... [...] (San Paolo 1999, p. 16)”
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“Ho amato idealmente. Ci sono figure di donne che non si scorgono altro che nei sogni. I miei sogni costituiscono interi romanzi. (1944)”
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“Allora senti che la fantasia, quella inesauribile fantasia, alla fine si stanca, si esaurisce in quella tensione permanente perché maturata, abbandona gli ideali presognati: essi cadono in polvere, si spezzano in frammenti; e se non esiste un'altra vita, allora ci tocca di costruirla con questi frammenti. (San Paolo 1999, p. 27)”
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“Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra... (San Paolo 1999, p. 41)”
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“[...] quanto rendono meravigliosa una persona la gioia e la felicità! Come ferve un cuore innamorato! Sembra che tu voglia riversare tutto il tuo cuore in un altro cuore, vuoi che tutto sia allegro, che tutto rida. E quanto è contagiosa questa gioia!”
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“[...] perché non ci comportiamo tutti come fratelli? Perché anche l'uomo migliore è come se nascondesse sempre qualcosa all'altro e gli tacesse qualcosa? Perché non dire subito, direttamente, quel che si ha nel cuore, se sai che non parlerai al vento? Altrimenti ognuno appare più severo di quanti in effetti sia, come se tutti temessero di offendere i propri sentimenti palesandoli molto velocemente...”
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“Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?...”
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“L'uomo è un essere che si abitua a tutto e, credo, che questa sia la sua migliore definizione. (parte I, cap. I; 1935, p. 22)”
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“Mi venne una volta in mente che se si volesse distruggere, annientare completamente un uomo, punirlo col più spaventevole dei castighi, tanto che il più tremendo assassino tremasse dinanzi a questo castigo e se ne spaventasse anticipatamente, basterebbe soltanto dare al lavoro un carattere di assoluta, completa inutilità e assurdità. (parte I, cap. II; 1935, pp. 38-39)”
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“Forse sbaglio, ma mi pare che dal suo riso si possa conoscere un uomo, e se, al primo incontro, il riso di una persona totalmente sconosciuta vi riesce simpatico, dite pure arditamente che quella persona è buona. (parte I, cap. III; 1935, p. 65)”
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“V'erano certi tali che non avevano ucciso nessuno eppure erano più terribili di altri che erano stati condannati per sei assassinî. (parte I, cap. VIII; 1935, p. 151)”
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“Vi sono persone che sono simili a tigri avide di leccare il sangue. Chi ha provato una volta questo potere, questa signoria illimitata sul corpo, sul sangue, sull'anima di chi è come loro, di creature umane, di fratelli, secondo la legge di Cristo; chi ha provato il potere e la piena possibilità di umiliare con la peggiore umiliazione un altro essere che ha in sé l'immagine di Dio, colui è incapace di signoreggiare i suoi sentimenti. (parte II, cap. III; 1935, pp. 265-266)”
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“Un essere umano non vive senza avere uno scopo, una mira. Quando ha perduto il suo scopo, la sua speranza, l'uomo spesso, per la noia, diventa un mostro! (parte II, cap. VII; 1935, p. 338)”
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“La realtà è infinitamente diversa, sicché sfugge anche alle più sottili deduzioni del pensiero astratto e non sopporta classifiche precise e assolute. La realtà tende sempre alla divisione. (parte II, cap. VII; 1935, p. 338)”
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“Spesso in una certa categoria di persone, anche molto intelligenti, si trovano delle idee addirittura paradossali. Ma queste persone hanno tanto sofferto nella loro vita per queste idee, a così caro prezzo le hanno serbate, che sarebbe crudele e quasi impossibile toglierle loro. (parte II, cap. VIII; 1935, p. 371)”
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“Appena è stato permesso a questa povera gente di vivere a modo suo, di divertirsi da uomini, di passare anche solo un'ora di vita non da reclusi, ecco che l'uomo si trasforma moralmente, non fosse che per pochi minuti soltanto... (1950, p. 202)”
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“Forse si mettono a un uomo i ferri ai piedi solo perché non fugga o ciò gli impedisca di correre? Niente affatto. I ferri non sono altro che un ludibrio, una vergogna e un peso, fisico e morale. Così almeno si presuppone. Essi non potranno mai ad alcuno impedire di fuggire. Il più inesperto, il meno abile dei detenuti saprà ben presto, senza gran fatica, segarli o farne saltare la ribaditura con un sasso. (1950, p. 220)”
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“Il tenente invece era qualcosa come un raffinatissimo gastronomo in materia punitiva. Egli amava, amava con passione, l'arte del punire e l'amava unicamente in quanto arte. Egli se ne deliziava e, come uno svanito patrizio, consumato dai piaceri, dei tempi dell'Impero Romano, inventava varie raffinatezze, vari mezzi contro natura per rimescolare un poco e stuzzicare piacevolmente la sua anima sommersa dal grasso. (1950, p. 233)”
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“A dir vero, la nostra gente, come forse tutta la gente russa, era disposta a dimenticare lunghi tormenti per una sola parola affettuosa. (1950, p. 237)”
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“Io, non dico malvagio, ma niente sono riuscito a diventare: né cattivo, né buono, né ribaldo, né onesto, né eroe, né insetto. E ora trascino la mia vita nel mio angolo, tenendomi su la maligna e magrissima consolazione che un uomo intelligente non può in verità diventar nulla e che solo gli sciocchi diventano qualcosa. (Il sottosuolo, I)”
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“Ho quarant'anni, e quarant'anni sono una vita intera; sono la più fonda vecchiaia. Vivere oltre i quarant'anni è indecoroso, volgare, immorale. Chi vive oltre i quarant'anni? Rispondetemi sinceramente, onestamente. Ve lo dico io, chi vive: gli stupidi e i furfanti. (Il sottosuolo, I; 1995, p. 23)”
Fëdor Dostoevskij (1821–1881) said by 1881 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. (Il sottosuolo, II)”
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“Mi inventavo avventure, mi creavo una vita fittizia, tanto per vivere in un mondo qualunque. (Il sottosuolo, V)”
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“Un'altra volta mi volli innamorare per forza, anzi due volte. E soffrivo, signori, ve ne assicuro! Nel profondo dell'animo non sembra di soffrire, spunta un risolino, eppure io soffro, e per di più in modo vero, autentico; sono geloso, vado fuori di me... e tutto per noia, signori, tutto per noia; l'inerzia mi aveva oppresso. (Il sottosuolo, V)”
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