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Emily Dickinson
327 quotes
“L'andare da un mondo che conosciamo | a uno di muta meraviglia | è come l'ansia di un bimbo | la cui visuale è una collina, | oltre la collina è magia | e ogni cosa sconosciuta, | ma il segreto compenserà | la scalata solitaria? (J1603 – F1662, vv. 1-8)”
Emily Dickinson (1830–1886) said by 1886 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'Estasi da immaginare, | sarebbe un'attestata Beatitudine | se la Grazia potesse parlare. (J1608 – F1680, vv. 1-3)”
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“Non la Malattia tocca il Prode, | né un qualche Dardo, | né Dubbio di Scenario a venire, | ma un Cuore esitante. (J1619 – F1647, vv. 1-4)”
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“Non sapendo quando l'Alba verrà, | apro tutte le Porte, | abbia essa Piume, come un Uccello, | o Frangenti, come una Riva. (J1613 – F1661, vv. 1-4)”
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“Va' per la tua ampia strada! | Le Stelle che incontri | sono pari a Te – | perché cosa sono le Stelle se non Asterischi | per indicare una Vita umana? (J1638 – F1673, vv. 1-5)”
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“Una Lettera è una gioia Terrena – | è negata agli Dei. (J1639 – F1672, vv. 1-2)”
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“Toglietemi tutto, ma lasciatemi l'Estasi | ed io sarò più ricca allora, di tutti i miei Simili. | È giusto ch'io viva così riccamente | quando alla mia Porta ci sono coloro che hanno di più, | in abietta povertà? (J1640 – F1671, vv. 1-5)”
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“La bellezza mi riempie fino a morirne | Bellezza abbi pietà di me | ma se dovessi spirare oggi | lascia che sia guardando te. (J1654 – F1687, vv. 1-4)”
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“C'è una solitudine dello spazio | una solitudine del mare | una solitudine della Morte, ma queste | sono comunità | confrontate con quell'area più profonda | quell'intimità polare | un'anima al cospetto di se stessa. (J1695 – F1696, vv. 1-7)”
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“Vulcani ci sono in Sicilia | e in Sud America | a giudicare dalla mia Geografia | Vulcani più vicini qui | un gradino di Lava alla volta | sono propensa a scalare | un Cratere posso contemplare | Vesuvio in Casa. (J1705 – F1691, vv. 1-8)”
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“Presi un Sorso di Vita – | vi dirò quanto l'ho pagato – | esattamente un'esistenza – | il prezzo di mercato, dicevano. || Mi pesarono, Granello per Granello – | bilanciarono Fibra con Fibra, | poi mi porsero il valore del mio Essere – | un singolo Grammo di Cielo! (J1725 – F396, vv. 1-8)”
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“È l'Immortalità un veleno letale | che gli uomini ne sono così oppressi? (J1728 – F1757, vv. 1-2)”
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“Separazione è quanto sappiamo del cielo, | e quanto ci basta dell'inferno. (J1732 – F1773, vv. 7-8)”
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“Per fare un prato va benone un trifoglio e un calabrone, | un trifoglio, e un calabrone, | e immaginazione. | L'immaginazione da sola basterà, | se di calabroni penuria ci sarà. (J1755 – F1779, vv. 1-6)”
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“Che l'amore sia tutto quel che c'è, | è tutto ciò che sappiamo dell'amore. (J1765 – F1747, vv. 1-2)”
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“Un qualcosa di volatile – di indiscreto – | sempre fuori luogo è l'Amore – | la gioiosa piccola Divinità | che non siamo costretti a servire. (J1771 – F1557, vv. 1-4)”
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“La vita è morte a cui siamo a lungo diretti, | la morte il cardine della vita. (F502, vv. 1-2)”
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“Una Grazia punita è due volte una Grazia – | anzi, è Santità. (F1676, vv. 1-2)”
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“Cara Abiah Mi sono seduta adesso per scriverti una lunga, lunga lettera. I miei apparati di scrittura sono disposti davanti a me, e tutto è pronto. Non ho fiori davanti a me come ne avevi tu per ispirarti. Ma sai che posso immaginarmi ispirata da loro e che forse lo sarò davvero. Non puoi immaginare quanto mi ha fatto piacere ricevere la tua lettera. Era così densa – e tutto era interessante per me perché proveniva da te. Presumo che tu non abbia dubitato della mia gratitudine per averla ricevuta, a causa del lungo ritardo nel rispondere perché sai che non ho tempo per fare niente. (ad Abiah Root, 3 agosto 1845, 7)”
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“Non ti sembra terribile l'Eternità? Ci penso spesso e mi sembra così buia che quasi desidererei che non ci fosse Eternità. Credere che dobbiamo vivere per sempre e non cessare mai di esistere. Sembra come se la Morte di cui tutti hanno paura perché ci lancia in un mondo sconosciuto sia un sollievo rispetto a uno stato di esistenza così interminabile. Non so perché ma mi sembra di non dover mai cessare di vivere sulla terra – non riesco a immaginare con la mia immaginazione più fervida la scena della mia morte – Mi sembra di non dover mai chiudere gli occhi nella morte. Non riesco a rendermi conto che la tomba sarà la mia ultima dimora – che gli amici piangeranno sulla mia bara, che il mio nome sarà menzionato, come uno di quelli che ha cessato di essere fra i rifugi dei viventi, e ci si chiederà dove è volato il mio spirito disincarnato. (ad Abiah Root, 31 gennaio 1846, 10)”
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“Sono andati via tutti – credevano di avermi lasciata sola, e hanno sistemato le cose per svagarmi se fossero stati via a lungo, e io mi fossi sentita sola. Altro che sola – non hanno guardato, e non avrebbero visto se l'avessero fatto, chi mi teneva compagnia. Tre qui invece di una – non li avrebbe spaventati? Un curioso trio, due di noi parte terrene e parte spirituali – l'altro tutto cielo, e niente terra. Dio è seduto qui, guardandomi nel profondo dell'anima per vedere se penso i pensieri giusti. Eppure non ho paura, perché cerco di essere giusta e buona, e lui conosce tutti i miei sforzi. Ha un aspetto molto glorioso, e qualsiasi cosa splendente sembra opaca in confronto a lui, e non oso guardarlo direttamente per paura di morire. (ad Abiah Root, 29 gennaio 1850, 31)”
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“Ti penso cara Susie, ora, non so come e perché, ma più caramente ogni giorno che passa, e quel dolce mese promesso si avvicina sempre di più, e guardo a luglio in modo diverso da come ho sempre fatto – una volta mi sembrava arido, e secco – a stento ne ho amato qualcosa a causa della calura e della polvere; ma ora Susie, di tutti i mesi dell'anno è il migliore; disdegno le violette – e la rugiada, e la prima Rosa e i Pettirossi; li cambierei tutti per quel feroce e bollente mezzogiorno, quando potrò contare le ore e i minuti che mancano al tuo arrivo [...]. (a Susan Gilbert, verso febbraio 1852, 77)”
Emily Dickinson (1830–1886) said by 1886 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“So che saresti più felice in questa incantevole primavera che in qualsiasi bella città, e che ti sentiresti meglio più in fretta se potessi bere la nostra rugiada mattutina – e il mondo qui è talmente bello, e le cose così dolci e serene, che il tuo cuore ne sarebbe placato e consolato. Ti racconterei della primavera se pensassi che potrebbe convincerti subito a tornare, ma ogni bocciolo e ogni uccello non farebbe altro che affliggerti e renderti triste nel posto dove stai, così non una parola sui pettirossi, e non una parola sui fiori, per paura di rendere la città più buia, e la tua vera casa più cara. (a Emily Fowler Ford, primavera 1854, 161)”
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“Susie – ci vuole poco a dire quanto si è soli – chiunque può farlo, ma portare la solitudine accanto al cuore per settimane, quando dormi, e quando sei sveglia, con sempre qualcosa che ti manca, questo, non tutti riescono a dirlo, e mi sconcerta. Ne dipingerei un ritratto che indurrebbe alle lacrime, se avessi la tela per farlo, e la scena sarebbe la solitudine, e le figure – solitudine – e le luci e le ombre, ciascuna una solitudine. Potrei riempire una stanza con paesaggi così solitari, la gente si fermerebbe là a piangere; poi andrebbe di fretta a casa, per ritrovare una persona amata. (a Susan Gilbert, novembre-dicembre 1854, 176)”
Emily Dickinson (1830–1886) said by 1886 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il mio solo schizzo, il profilo, del Paradiso è un esteso, azzurro cielo, più azzurro e più esteso del più grande che ho visto in giugno, e in esso sono i miei amici – tutti loro – ciascuno di loro – quelli che sono con me ora, e quelli che sono "partiti" mentre camminavamo, e "rapiti in Cielo." Se le rose non avvizzissero, e il gelo non venisse mai, e qui non cadesse nessuno che io non possa risvegliare, non ci sarebbe bisogno di altro Cielo se non quello di quaggiù – e se Dio fosse stato qui questa estate, e avesse visto le cose che ho visto io – immagino che considererebbe superfluo il Suo Paradiso. Non glielo dica, però, per nulla al mondo, perché dopo tutto quello che Lui ha detto al riguardo, voglio proprio vedere che cosa ha costruito per noi, senza martello, né pietre, né operai. (a Mrs. J. G. Holland, inizio agosto 1856?, 185)”
Emily Dickinson (1830–1886) said by 1886 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Mr Higginson, È troppo profondamente occupato per dirmi se la mia Poesia è viva? La Mente è così vicina a se stessa – che non può vedere, distintamente – e non ho nessuno a cui chiedere – Se dovesse pensare che respira – e trovasse il tempo per dirmelo, proverei una pronta gratitudine – Se sto sbagliando – il fatto che lei abbia il coraggio di dirmelo – renderebbe ancora più sincero il rispetto – verso di lei – Accludo il mio nome – posso chiederle, per favore – Signore – di dirmi la verità? Che lei non mi inganni – è superfluo chiedere – poiché l'Onore è pegno di se stesso. (a T. W. Higginson, 15 aprile 1862, 260)”
Emily Dickinson (1830–1886) said by 1886 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Si stacca – come le Foglie – | e poi – si chiude – | poi si ferma sul Berretto | di un Ranuncolo Qualsiasi – || e poi corre incontro | e rovescia una Rosa – | e poi non fa Nulla – | poi su una Vela maestra – se ne va – || e dondola come Pulviscolo | sospeso nel Meriggio – | incerto – se tornare Disotto – | o sistemarsi sulla Luna – || cosa avvenga di Lui – la Notte – | il privilegio di dirlo | è limitato dall'Ignoranza – | cosa avvenga di Lui – il Giorno in cui – || il Gelo – s'impossessa del Mondo – | in Segreti Scrigni – si rivela – | un Sepolcro di bizzarra Lanugine | un'Abbazia – un Bozzolo. (J517 – F655, vv. 1-20)”
Emily Dickinson (1830–1886) said by 1886 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source