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Emil Cioran
597 quotes
“Onan, Sade, Masoch – che fortunati! I loro nomi, al pari delle loro imprese, non tramonteranno mai. (pp. 93-94)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Per non aver saputo celebrare l'aborto o legalizzare il cannibalismo, le società moderne dovranno risolvere le loro difficoltà con procedimenti ben più sbrigativi. (p. 120)”
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“Perché frequentare Platone, quando un sassofono può farci intravedere altrettanto bene un altro mondo? (p. 100)”
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“Più uno spirito corre dei pericoli, più sente il bisogno di apparire superficiale, di darsi un'aria frivola e di moltiplicare i malintesi sul proprio conto. (p. 75)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Prendo una risoluzione in piedi; mi sdraio – e l'annullo. (p. 47)”
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“Quando la feccia sposa un mito, preparatevi a un massacro o, peggio ancora, a una nuova religione. (p. 109)”
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“Quant'è colpevole il cristianesimo di aver corrotto lo scetticismo! Un greco non avrebbe mai associato il lamento al dubbio. Arretrerebbe pieno di orrore davanti a Pascal e, ancor più, davanti a quell'inflazione dell'anima che, a partire dalla Croce, deprezza lo spirito. (p. 84)”
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“Se c'è qualcuno che deve tutto a Bach, questi è proprio Dio. (p. 99)”
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“Se Noè avesse avuto il dono di leggere il futuro, non c'è alcun dubbio che si sarebbe fatto colare a picco. (p. 103)”
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“Se una sola volta fosti triste senza motivo, lo sei stato tutta la vita senza saperlo. (p. 49)”
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“Signore, abbi pietà del mio sangue, della mia anemia in fiamme! (p. 114)”
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“Solo le nature erotiche sacrificano alla noia, deluse in anticipo dall'amore. (p. 93)”
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“Soltanto le passioni simulate, i deliri finti hanno qualcosa a che fare con lo spirito, e con il rispetto di noi stessi; i sentimenti sinceri presuppongono una mancanza di riguardo verso di sé. (p. 95)”
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“Sperare significa smentire l'avvenire. (p. 74)”
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“Tante volte mi ha fatto morire la mia avidità di agonie che mi sembra indecente abusare ancora di un cadavere dal quale non posso ricavare più niente. (p. 115)”
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“Vago attraverso i giorni come una puttana in un mondo senza marciapiedi. (p. 49)”
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“Via via che liquidiamo le nostre ignominie, gettiamo anche le nostre maschere. Viene il giorno in cui il gioco finisce: niente più ignominie, niente più maschere. E niente più pubblico. – Abbiamo presunto troppo dei nostri segreti, della vitalità delle nostre miserie. (p. 49)”
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“Vivo solo perché è in mio potere morire quando meglio mi sembrerà: senza lidea del suicidio, mi sarei ucciso subito. (p. 63)”
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“Il fanatico [...] è incorruttibile: se per un'idea è capace di uccidere, allo stesso modo può farsi uccidere per essa; in entrambi i casi, sia egli tiranno o martire, è un mostro. Non esistono esseri più pericolosi di quelli che hanno sofferto per una convinzione: i grandi persecutori si reclutano tra i martiri ai quali non è stata tagliata la testa. (p. 16)”
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“L'origine dei nostri atti sta nella propensione inconscia a ritenerci il centro, la ragione e l'esito del tempo. I nostri riflessi e il nostro orgoglio trasformano in pianeta la briciola di carne e di coscienza che noi siamo. Se avessimo il giusto senso della nostra posizione nel mondo, se confrontare fosse inseparabile dal vivere, la rivelazione della nostra infima presenza ci schiaccerebbe. Ma vivere significa ingannarsi sulle proprie dimensioni... (p. 17)”
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“L'amore – un incontro di due salive... Tutti i sentimenti attingono il loro assoluto dalla miseria delle ghiandole. (p. 18)”
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“Noi moriamo in proporzione alle parole che spargiamo intorno a noi... (p. 30)”
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“In un mondo di sofferenze, ciascuna di esse è solipsistica rispetto a tutte le altre. (p. 34)”
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“La forza che abbiamo ci viene dai nostri oblii e dalla nostra incapacità di rappresentarci la pluralità dei destini simultanei. Nessuno potrebbe sopravvivere alla comprensione istantanea del dolore universale, dato che ogni cuore è fatto solo per una certa quantità di sofferenze. (p. 42)”
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“Si è «civilizzati» nella misura in cui non si esibisce la propria lebbra e si porta rispetto all'elegante falsità costruita dai secoli. (p. 60)”
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“Non si può eludere l'esistenza con delle spiegazioni, si può solo subirla, amarla o detestarla, adorarla o temerla, in quell'alternanza di felicità e di orrore che esprime il ritmo stesso dell'essere, le sue oscillazioni e le sue dissonanze, le sue veemenze amare o allegre. (p. 68)”
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“Non cominciamo a vivere realmente se non una volta giunti in fondo alla filosofia, sulla sua rovina, quando abbiamo capito sia la sua terribile insignificanza sia l'inutilità del farvi ricorso, in quanto non è di alcun aiuto. (p. 69)”
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“Se tutti coloro che abbiamo ucciso col pensiero scomparissero davvero, la terra non avrebbe più abitanti. (p. 76)”
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“Possiamo vivere come vivono gli altri e tuttavia nascondere un no più grande del mondo: è l'infinito della malinconia... (p. 83)”
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“Il fatto è che tutti gli uomini che gettano uno sguardo sulle loro rovine passate credono – per evitare le rovine future – che sia in loro potere ricominciare qualche cosa di radicalmente nuovo. Fanno a se stessi una promessa solenne e attendono un miracolo che li tiri fuori dal baratro mediocre in cui il destino li ha sprofondati. Ma non accade nulla. Tutti continuano a essere gli stessi, modificati soltanto dall'accentuarsi di quella tendenza a decadere che è il loro marchio. (p. 93)”
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“Colui che propone una fede nuova è perseguitato, in attesa di diventare a sua volta persecutore: le verità cominciano da un conflitto con la polizia e finiscono col farsi sostenere da essa [...] (p. 100)”
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“Sacrificherei l'impero del mondo per un solo istante in cui le mie mani giunte implorassero il grande Responsabile dei nostri enigmi e delle nostre banalità. (p. 115)”
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“Ogni civiltà configura una risposta alle domande che l'universo suscita; ma il mistero rimane intatto: altre civiltà, con nuove curiosità, vi si cimenteranno, altrettanto vanamente, dato che ciascuna è soltanto un sistema di errori... (p. 148)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“[...] se cerco la data più mortificante per l'orgoglio dello spirito, se scorro l'inventario delle intolleranze, non trovo niente di paragonabile a quell'anno 529 in cui, per ordine di Giustiniano, fu chiusa la Scuola di Atene. Soppresso ufficialmente il diritto alla decadenza, credere diventa un obbligo... È il momento più doloroso nella Storia del Dubbio. (p. 149)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'idea che ho potuto – come tutti – essere sinceramente cristiano, fosse anche per un solo secondo, mi getta nello smarrimento. Il Salvatore mi annoia. Sogno un universo immune da intossicazioni celesti, un universo senza croce né fede. (p. 173)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La teologia, la morale, la storia e l'esperienza di tutti i giorni insegnano che, per raggiungere l'equilibrio, non c'è un'infinità di segreti – ce n'è uno solo: sottomettersi. «Accettate un giogo» esse ci ripetono «e sarete felici; siate qualche cosa e verrete liberati dalle vostre pene». (p. 195)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“All'Inferno, il cerchio meno affollato ma più duro di tutti, deve essere quello in cui non si può dimenticare il Tempo un solo istante. (2012, p. 146)”
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“Allo zoo. – Tutte queste bestie hanno un contegno decente, all'infuori delle scimmie. Si sente che l'uomo non è lontano. (2012, p. 98)”
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“Ci si intrattiene con profitto soltanto con gli entusiasti che hanno cessato di esserlo, con gli ex ingenui... Finalmente calati, essi hanno fatto, per amore o per forza, il passo decisivo verso la Conoscenza – questa versione impersonale della delusione. (p. 131)”
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“Chi non ha sofferto non è un essere: tutt'al più un individuo. (p. 143)”
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“Ci si addormenta sempre con una contentezza che non si può descrivere, si scivola nel sonno e si è felici di sprofondarvisi. Se ci si risveglia malvolentieri, è perché non si abbandona senza pena l'incoscienza, vero e unico paradiso. Quanto dire che l'uomo non è appagato se non quando cessa di essere uomo. (p. 162)”
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“Dopo una malattia grave, in certi Paesi asiatici, nel Laos ad esempio, succede che si cambia nome. Che visione all'origine di un tale costume! In realtà, si dovrebbe cambiare nome dopo ogni esperienza importante. (2012, p. 113)”
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“È necessariamente volgare tutto ciò che non ha un qualcosa di funebre. (p. 127)”
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“Essere vuol dire essere incastrati. (p. 107)”
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“Guai al libro che si può leggere senza interrogarsi per tutto il tempo sull'autore! (p. 157)”
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“In un settimanale inglese, un attacco contro Marco Aurelio, che l'autore accusa d'ipocrisia, di filisteismo e di affettazione. Furente, mi apprestavo a rispondere quando, pensando all'imperatore, mi sono in fretta ripreso. Era giusto che non mi indignassi in nome di chi mi ha insegnato a non indignarmi mai. (p. 95)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'apparizione della vita? Una follia passeggera, un tiro mancino, una fantasia degli elementi, un ghiribizzo della materia. I soli che abbiano qualche ragione di mugugnare sono gli esseri individuali, vittime pietose di un capriccio. (pp. 132-133)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La base della società, di ogni società, è un certo orgoglio d'obbedire. Quando questo orgoglio non esiste più, la società crolla. (p. 113)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La conversazione è feconda soltanto tra spiriti dediti a consolidare le loro perplessità. (2012, p. 162)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La morte è ciò che fino a ora la vita ha inventato di più solido. (2012, p. 172)”
Emil Cioran (1911–1995) said by 1995 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source