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Charles Bukowski
380 quotes
“Quando arrivai a New Orleans mi assicurai di non alloggiare in un casino, anche se tutta la città ci assomigliava.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Le feci tener su le calze e le scarpe coi tacchi alti. sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, e io ho un termine specifico per gli psichiatri.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“E così per alcuni scrittori, incluso quell'impertinente glorioso di Bukowski, il sesso è ovviamente tragicomico. non ne scrivo come di uno strumento ossessivo. ne scrivo come di una risata su un palcoscenico su cui dovete finire per piangere anche voi, come di un intermezzo, tra un atto e l'altro.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Sembra che le donne più belle scelgano sempre gli stronzi più tremendi, i fasulli più evidenti. credi che io sia geloso o che abbia una visione delle cose un po' distorta? hai perfettamente ragione, amico. la donna va col fasullo perché lui sa mentire bene.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Come può dirvi chiunque, non sono un tipo molto gradevole. Non so nemmeno cosa voglia dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un debole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le calze molli e il trucco sbavato. Mi interessano di più i pervertiti dei santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anch'io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, la religione, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società. (da Tu sì che hai fegato, p. 135)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Non so se sarà possibile salvare il mondo: bisognerebbe che ci fosse una tremenda inversione di marcia, il che è quasi impossibile. Ma se non possiamo salvare il mondo, allora per lo meno diteci in cosa consiste, dove siamo. Ci sono tanti, tanti salvatori del mondo. Quasi quanti se ne possono trovare morti. E, sfortunatamente, quasi tutti i salvatori del mondo sono già morti. Essendosi dimenticati, strada facendo, di salvare se stessi. (da In difesa di un certo tipo di poesia, di un certo tipo di esistenza, di un certo tipo di creatura fatta di carne e ossa e sangue che un giorno morirà, p. 60)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'Arte vera, il Creare, è in genere da due decenni a due secoli in anticipo sui tempi, se paragonata al sistema e alla polizia. L'Arte vera non solo non è capita ma viene anche temuta, perché per costruire un futuro migliore deve dichiarare che il presente è brutto, pessimo, e questo non è un compito facile per quelli al potere – minaccia quanto meno i loro posti di lavoro, le loro anime, i loro figli, le loro mogli, le loro automobili nuove e i loro cespugli di rose. “Oscenità” è la parola che usano per giustificare la propria depravazione e per censurare le opere e per fare irruzione negli avamposti degli uomini creativi. (da Saggio senza titolo dedicato a Jim Lowell, p. 79)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Non veniva detto quasi nulla delle vite sprecate della maggior parte della gente, della tristezza, della tristezza nera generale, della pazzia, delle risate filtrate dal dolore. La maggior parte degli scrittori descrivevano le esperienze di vita della classe medio-alta. Avevo bisogno di leggere qualcosa che mi permettesse di arrivare a sera, di superare un bivio. Avevo bisogno di un appiglio al quale aggrapparmi. Avevo bisogno di ubriacarmi di parole, invece dovevo rifugiarmi nella bottiglia. Mi sentivo, credo, come si sente ogni scrittore fallito, e cioè che io avrei potuto scrivere veramente e che invece le situazioni e quelli del mestiere, e la politica, remavano contro di me. A volte succede; invece altre volte pensi di saper scrivere quando in realtà non sei capace. (da Incontro il maestro, p. 220-221)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Scrivo ancora. Nei primi quattro mesi di quest'anno ho scritto duecentocinquanta poesie. Sento ancora la follia scorrermi dentro, ma ancora non ho scritto le parole che avrei voluto, la tigre mi è rimasta sulla schiena. Morirò con addosso quella figlia di puttana, ma almeno le avrò dato battaglia. E se fra voi c'è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio va' avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci, i secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all'azzardo, e alle risate. Regalateglieli. Ci sono abbastanza parole per noi tutti. (da La mia pazzia; p. 93)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Da quanto tempo non hai una donna?" "Quattro anni". "Quattro anni?" "Sì." "Ti meriti un po' d'amore", disse. "Ti ho sognato. Ti aprivo il petto come se fosse un armadietto, aveva gli sportelli, e quando li ho aperti ho visto un sacco di cose dolci là dentro... orsacchiotti, animaletti di peluche, e un sacco di cose tenere, morbide. Poi ho sognato un altro uomo. Mi veniva vicino e mi porgeva fogli di carta. Era uno scrittore. Io prendevo i fogli di carta e li guardavo. E i fogli avevano il cancro. La roba che scriveva aveva il cancro. Io do sempre retta ai sogni. Ti meriti un po' d'amore". (p. 18-19)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ero attratto da tutte le cose sbagliate: mi piaceva bere, ero pigro, senza dio, senza idee politiche, senza ideali. Vivevo nel nulla; la mia era una non esistenza e a me andava bene così. Tutto questo non faceva certo di me un personaggio interessante. Non volevo essere interessante, era troppo faticoso. Quello che volevo veramente era uno spazio facile, indefinito dove vivere tranquillo. Volevo essere lasciato in pace. D'altra parte quando mi ubriacavo mi mettevo a urlare, impazzivo, perdevo il controllo. Ciascuno di questi comportamenti non andava d'accordo con l'altro. Non me ne fregava niente. (p. 107-108)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga; copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro. (p. 183)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Dovevo essere pazzo. Barba lunga. Canottiera piena di buchi di sigaretta. Il mio unico desiderio era quello di avere più di una bottiglia sul comodino. Non ero adatto al mondo e il mondo non era adatto a me. E avevo trovato persone come me, e quasi tutte erano donne, donne con cui la maggior parte degli uomini non avrebbe neanche voluto stare nella stessa stanza, ma io le adoravo, mi ispiravano, recitavo, bestemmiavo, mi pavoneggiavo in canottiera raccontando quanto ero grande, ma ero l'unico a crederlo. Loro dicevano soltanto, "Vaffanculo! Dammi ancora da bere!". Quelle donne venute dall'inferno, quelle donne all'inferno con me. (p. 153)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La maggior parte delle persone non è preparata alla morte, la propria o quella di chiunque altro. Li sciocca, li terrorizza. È come se fosse una grossa sorpresa. Diavolo, non dovrebbe mia esserlo. Porto la morte nel taschino a sinistra. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao, bellezza, come va? Quando vieni a prendermi? Sarò pronto". Non c'è da piangere per la morte più di quanto non ci sia da piangere per la crescita di un fiore. Ciò che è terribile non è la morte in sé, ma le esistenze che la gente vive o non vive fino al momento della morte. Non onora la propria vita, piscia sulla propria vita. La caga via. Stolti cazzoni. Si concentrano troppo sullo scopare, sui film, sul denaro, sulla famiglia, sul fottere. Hanno la menti gonfie di ovatta. Inghiottono Dio senza pensare, inghiottono la patria senza pensare. Ben presto si dimenticano come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello gonfi di ovatta. Sono brutti, dicono cose brutte, camminano in modo brutto. Suonagli la grande musica dei secoli e loro non riusciranno a sentirla. La morte di quasi tutte le persone è una farsa. Non c'è rimasto più niente da uccidere. (12/09/91, 11:19 PM; p. 13)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Scrivere è quando volo, scrivere quando accedo fuochi. Scrivere è tirare fuori la morte dal taschino a sinistra, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo quando rimbalza. Questi tizi pensano che devi essere sempre sulla croce e sanguinare per dimostrare di avere anima. Ti vogliono mezzo pazzo, che ti sbrodoli la camicia davanti. Ne ho avuto abbastanza di quella croce, ne ho già il serbatoio pieno. Se riesco a rimanere giù dalla croce, ne ho in abbondanza per andare lontano. Anche troppo. Lascia che siano loro a salire sulla croce, gli farò i complimenti. Ma il dolore non crea scrittura, lo scrittore sì. (12/9/91, 11:19 PM; p. 14)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Chi ha inventato le scale mobili? Gradini che si muovono. Rimanendo in tema pazzia. Gente che sale e che scende con scale mobili, ascensori, che guida automobili, con saracinesche dei garage che si aprono al tocco di un pulsante. Poi vanno nei centri benessere per smaltire il grasso. Fra 4000 anni non avremo più gambe, scodinzoleremo girando sul culo, o magari rotoleremo come rovi nel deserto. Ogni specie si autodistrugge. Ciò che ha ucciso i dinosauri è che hanno mangiato tutto quello che trovavano in giro e poi hanno dovuto mangiarsi fra loro e questo ha portato alla sopravvivenza di uno solo e quel figlio di puttana alla fine è morto di fame. (26/9/91, 11:36 PM; p. 28)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Poi, di colpo, la sera è diventata è diventata notte. A volte non ci sono avvisaglie. Le cose succedono nel giro di pochi secondi. Tutto cambia. Sei vivo. Sei morto. E le cose vanno avanti comunque. Siamo carta velina. Tiriamo avanti grazie a colpi di fortuna nel mezzo delle percentuali, temporaneamente. E questa è la parte migliore e la parte peggiore, il fattore temporale. E non ci puoi fare niente. Puoi stare seduto in cima a una montagna e meditare per decenni e non muterà mai niente. Puoi cambiare te stesso e accettarlo, ma forse anche questo è sbagliato. Forse pensiamo troppo. Dobbiamo sentire di più e pensare di meno. (9/12/91 1:18 AM; p. 79)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Perché le persone interessanti sono così poche? Con tanti milioni, perché sono così poche? Dobbiamo continuare a vivere con questa specie noiosa e monotona? Sembra che il loro unico gesto sia la Violenza. In quello sono bravissimi. Brillano. Luccicore di merda, che ci ammorba ogni possibilità. Il problema è che devo continuare a interagire con loro. Almeno se voglio che le luci continuino ad accendersi, che mi riparino il computer, se voglio tirare lo scarico del cesso, se devo comprare le gomme nuove, farmi togliere un dente o farmi tagliare la pancia, devo continuare a interagire. Ho bisogno di quegli stronzi per le piccole necessità, anche se loro, in sé, mi fanno inorridire. E inorridire è una parola gentile. Ma mi martellano la coscienza con i loro fallimenti in aree vitali. Tutti i giorni, per esempio, mentre vado alle corse continuo a sintonizzare la radio su stazioni diverse in cerca di musica, musica decente. È tutta brutta, piatta, senza vita, stonata, fiacca. Eppure alcune di queste composizioni si vendono a milioni e i loro creatori si considerano veri "artisti". È porcheria, porcheria orribile che entra nella testa dei giovani. A loro piace. Cristo, dagli merda e mangeranno merda. Non sono capaci di distinguere? Non sono capaci di ascoltare? Non sentono che è sciacquetta, roba vecchia?(27/02/93 12:56 AM; p. 139)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Per essere uno scrittore istintivamente fai ciò che nutre te e le parole, che ti protegge contro la morte in vita. Per ognuno è una cosa diversa. E per ognuno è una cosa che cambia. Per me una volta significava bere tantissimo, bere fino a uscire pazzo. Mi affilava le parole, le portava fuori. E avevo bisogno di pericolo. Avevo bisogno di mettermi in situazioni pericolose. Con gli uomini. Con le donne. Con le automobili. Con il gioco. Con la fame. Con qualsiasi cosa. Nutriva le parole. Per decenni è stato così. Ora è cambiato. Ora ho bisogno di qualcosa di più sottile, di più invisibile. È una sensazione nell'aria. Parole dette, parole sentite. Cose viste. Qualche bicchiere mi serve sempre. Ma ora cerco le sfumature e le ombre. Le parole mi vengono da cose di cui sono quasi inconsapevole. Va bene. Ora scrivo porcherie di genere diverso. Qualcuno se n'è accorto. "Hai sfondato il muro," è ciò che mi dicono quasi sempre. Capisco perfettamente quello che sentono. Lo avverto anch'io. Le parole sono diventate più semplici ma allo stesso tempo più calde, più scure. Mi alimento a nuove fonti. La vicinanza con la morte rinvigorisce. Ho tutti i vantaggi. Riesco a vedere e sentire cose che ai giovani sono nascoste. Sono passato dall'energia della gioventù a quella della vecchiaia. (23/6/92, 12:34 AM; 2000, p. 100-101)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Francine si girò verso di lui, che la circondò con un braccio. Gli ubriachi delle tre di notte, in tutta l'America, stavano fissando un muro, dopo averci finalmente rinunciato. Non che fosse necessario essere ubriachi per soffrire, per farsi annientare da una donna, ma se uno soffriva poteva anche darsi che finisse ubriaco. Certo, capita a tutti, soprattutto ai giovani, di pensare di avere il mondo in pugno, e a volte è anche vero. Ma nell'attimo stesso in cui uno è convinto che tutto vada per il meglio, ci sono leggi statistiche che lavorano alle sue spalle, pronte a fregarlo. E una notte, un caldo giovedì d'estate, quell'uno diventa l'ubriaco e se ne sta da solo in una squallida camera d'affitto e poco importa se c'è già stato un mucchio di volte, non gli è di nessun aiuto, anzi, semmai è peggio perché quell'uno si era illuso di esserci uscito del tutto. E allora non gli resta che accendersi un'altra sigaretta e riempirsi ancora il bicchiere e mettersi a scrutare le pareti scrostate in cerca di labbra e di occhi. Era incomprensibile quello che gli uomini e le donne riuscivano a farsi.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Va bene, Dio, mettiamo pure che Tu esista veramente. Mi hai sistemato per benino. Vuoi mettermi alla prova. E se invece Ti mettessi io alla prova? E se dicessi che Tu non esisti? Mi hai sottoposto alla prova più ardua dandomi prima i miei genitori e poi questi bugni. Credo di aver superato la prova. Sono più forte di Te. Se discendessi qui, adesso. Ti sputerei in faccia, sempre ammesso che Tu ne abbia una. E la cacca la fai? Il prete non ha mai risposto a questa domanda. Ci ha detto che non dobbiamo dubitare. Dubitare di cosa? Credo che Tu mi abbia già dato troppe noie e quindi Ti chiedo di venire qui giù, così sarò io a mettere Te alla prova! Aspettai. Niente. Aspettai Dio. Aspettai e aspettai. Credo di essermi addormentato. (pp. 162-163)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Finalmente inghiottì la sua lumaca. Poi si mise a studiare quelle che aveva nel piatto. «Hanno tutte il loro minuscolo buco di culo! È orribile! Orribile!». «Che cos'ha di orribile il buco del culo, tesoro?». Si mise il tovagliolo davanti alla bocca. Si alzò e corse in bagno. Cominciò a vomitare. Le gridai dalla cucina: «Che cosa c'è che non va nel buco del culo, piccola? Tu ce l'hai il buco del culo e anch'io ce l'ho il buco del culo! Quando vai a comprare una bistecca di manzo, quel manzo aveva il buco del culo! Il mondo è pieno di buchi di culo! In un certo senso anche gli alberi hanno il buco del culo solo che non si vede, è coperto dalle foglie. Il tuo buco del culo, il mio buco del culo, al mondo ci sono miliardi di buchi di culo. Il presidente ha il buco del culo, il ragazzo del lavaggio macchine ha il buco del culo, il giudice e l'assassino hanno il buco del culo... Perfino Spilla Viola ha il buco del culo!»”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Be', presi il fascicolo dell'esame e associai tutti i dati da imparare al sesso e all'età. C'era un tizio che abitava in una casa con tre donne. Una la prendeva a cinghiate(il suo nome era quello della via e la sua età il numero della trasversale); a quell'altra leccava la fica(idem), e la terza invece se la scopava, semplicemente(idem). C'erano tutti questi finocchi e uno di loro (si chiamava Manfred Ave.) aveva 33 anni... eccetera, eccetera. Sono certo che non mi avrebbero fatto entrare in quella gabbia di vetro se avessero saputo che cosa pensavo guardando tutte quelle cartoline. Mi sembravano tutti vecchi amici. Eppure feci confusione, con qualcuna delle mie orge. La prima volta feci 94 su 100. Dieci giorni dopo, quando ripetei la prova, sapevo alla perfezione chi faceva che cosa a chi. Feci 100 su 100 in 5 minuti.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti. (1995, pp. 65-66)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Il Grande Dio aveva troppe pistole per me. Era troppo giusto e troppo potente. Non volevo essere perdonato o accettato o ritrovato, volevo qualcosa di meno di quello, qualcosa che non fosse troppo – una donna di bellezza media nello spirito e nel corpo, un'automobile, un posto dove abitare, un po' di cibo e non troppi mal di denti o gomme bucate, senza lunghe malattie che portano alla morte; anche un televisore con brutti programmi andrebbe bene, e sarebbe bello un cane, e pochissimi amici, un buon impianto idraulico e abbastanza roba da bere per riempire gli spazi fino alla morte, della quale (per essere un codardo) non avevo molta paura. (p. 65)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Un uomo doveva fare tutto un percorso, e questo non voleva dire semplicemente andare a letto con le donne, scoparsele un paio di volte; voleva dire "vivere" con le donne per mesi e per anni. Non critico gli uomini che hanno paura di farlo – significa esporre l'anima perché venga agguantata. Naturalmente, alcuni uomini si accontentano di accasarsi con una donna, rinunciano, dicono: è così e basta, meglio di questo non riesco a ottenere. Ce n'è una marea così, infatti la maggior parte della gente vive all'ombra del compromesso: capisce bene che non funziona del tutto ma non importa, facciamocelo andare bene, non ha senso dover sopportare tutto da capo un'altra volta, cosa c'è alla tv stasera? Niente. Be', guardiamola lo stesso. Sempre meglio che doversi guardare negli occhi, sempre meglio che dover pensare a "quello". La tv tiene insieme più coppie disastrate dei figli o della Chiesa. (p. 78)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Siamo scesi in macchina a un'osteria di paese dove i vecchi bevevano birra su tavoli spartani ma gradevoli e meditavano sulle proprie vite. Erano tranquilli, ma autentici. Fatta eccezione per Linda Lee non c'era nessun'altra donna nel locale, solo vecchi ragazzi. Poi ho pensato ai bar americani e a quante poche donne ci fossero anche in quelli. Mi piacevano i vecchi ragazzi tedeschi. Erano seduti separati, uno per tavolo e non si parlavano. Avevano le facce rosse rosse ma quasi li sentivo rimuginare sui giorni e sugli anni della loro vita; sulla Storia, sul passato e sul presente. Aspettavano di morire, ma non avevano grande fretta: c'erano molte cose sulle quali meditare.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s'adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell'errore, vivendo in uno stato come d'intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia. (da Altra storia di cavalli)”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Ecco di cosa avevano paura gli uomini. non solo di essere rinchiusi una volta per tutte. ma anche di non avere un solo amico. così, non meravigliatevi, pensai, una situazione così TI FA venire lo scagnazzo. ti può AMMAZZARE. il loro trucchetto semplice semplice è quello di farti entrare nella civiltà e di bloccarti dentro. di obbligarti ad aver tessere d'ogni tipo nel portafoglio. soldi. assicurazione. automobile. letto. finestra. cesso. gatto. cane. piante. strumenti musicali. certificato di nascita. cose con cui incavolarsi. nemici. seguaci. sacchi di farina. stuzzicadenti. culo non affetto da contagio. vasca da bagno. macchina fotografica. sciacqui per bocca. oh mio dio, ooo. serratura (tuffatici dentro, nuotaci dentro, grattagli la schiena) (tutto quel che avete – infilatevi nel cuore cose come un paio di pinze, ali di gomma, un cazzo di ricambio nella cassetta dei medicinali.”
Charles Bukowski (1920–1994) said by 1994 at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source