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Aristotele
201 quotes
“È cosa propria di ciascuno e facile l'adirarsi, il donar denaro e lo spendere: invece il sapere con chi e quanto e quando e perché e come si deve far ciò, questo non è né proprio di ciascuno, né facile. (II, 9, 1109a)”
Aristotele (384–322 BC) said by 322 BC at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“Nessuno incolpi un uomo di essere brutto. (III, 5)”
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“Sembra che il millantatore sia uno che simuli cose illustri, che in realtà non possiede, o maggiori di quelle che possiede; l'ironico al contrario nega d'avere ciò che ha e cerca di diminuirlo. (IV, 7, 1127a)”
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“Della verecondia non conviene parlare come di una virtù: infatti essa è più simile ad un sentimento che non a una disposizione d'animo. (IV, 9, 1128b)”
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“Vergogna non è laudabile né sta bene ne li vecchi e ne li uomini studiosi. (IV)”
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“La giustizia è la virtù più efficace, e né la stella della sera, né quella del mattino sono così meravigliose, e citando il proverbio diciamo: nella giustizia ogni virtù si raccoglie in una sola. Ed è una virtù perfetta al più alto grado perché chi la possiede è in grado di usare la virtù anche verso gli altri e non soltanto verso se stesso. (V, I, 1129b)”
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“Sarebbe assurdo [...] se qualcuno credesse che fosse la più eccellente o la politica o la saggezza, a meno che l'uomo non sia l'essere migliore del mondo. [...] Infatti vi sono altre cose molto più divine dell'uomo per natura, come le splendidissime luci di cui si compone il mondo. (VI, 7, 1141a-b)”
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“Non è possibile essere virtuosi senza la saggezza, né essere saggi senza la virtù etica. (VI, 13)”
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“Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni. (VIII, 1)”
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“Facciamo guerra per essere poi in pace. (X, 7, 1177b)”
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“Il non risentirsi delle offese è da uomo vile e schiavo.”
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“La virtù è in nostro potere, al pari del vizio, poiché quando agire è in nostro potere è in nostro potere anche il non agire.”
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“Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.”
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“E poiché il tempo è misura [...] del movimento e dell'esser mosso, il tempo misura il movimento con il determinare un certo movimento che misurerà l'intero, così come il cubito misura la lunghezza con il determinare una certa grandezza che misurerà l'intero. Per il movimento «essere nel tempo» è essere misurato [...]. (IV, 11, 217-221)”
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“È [...] sempre necessario indagare sulla causa suprema di ogni cosa.”
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“Terzo è questo argomento : che la freccia in moto sta ferma. Esso poggia sull'assunzione che il tempo sia composto di istanti: se infatti non si concede questo il ragionamento non corre.”
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“Nei bambini, benché si possano vedere peculiari disposizioni che avranno sviluppo in seguito, si nota tuttavia come il loro spirito, in questo periodo , non sia praticamente differente da quello degli animali selvatici, da che non è illogico dedurre che alcuni caratteri sono i medesimi in tutti gli animali. (VIII, 1)”
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“Ciò che è conforme a natura è dolce. (VIII, 1; 2015, p. 17)”
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“Le attinie si nutrono di piccoli pesci che corrono loro incontro. Questo animale ha la bocca in mezzo al corpo. La cosa si vede chiaramente soprattutto negli esemplari di grande taglia. Questi esseri hanno, come le conchiglie, un orifizio attraverso cui viene espulso il nutrimento. Questo orifizio si trova nella parte superiore del corpo. Sembra infatti che l'attinia – in maniera analoga alle conchiglie che hanno la parte carnosa all'interno – si serva di una roccia come valva. (VIII, 2; 2015, p. 19)”
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“Fra gli esseri dotati di valve che hanno capacità di movimento, quelli che si cibano di animali si nutrono di piccoli pesciolini, come per esempio il murice (è infatti carnivoro, e per questo viene catturato con esche simili a questi animaletti), gli altri invece si nutrono di piante marine. (VIII, 2; 2015, pp. 19-20)”
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“Le tartarughe di mare si cibano di piccole conchiglie (la loro bocca è infatti la più potente fra quella di tutti gli altri animali: qualsiasi cosa prendano con questa parte del corpo, sia essa una pietra o qualsiasi altra cosa, la mangiano e la fanno a pezzi) e, quando escono dall'acqua, brucano l'erba. Tuttavia, entrano in ambasce e spesso muoiono quando, emerse in superficie, si disseccano sotto i raggi del sole. Il che fa sì che difficilmente riescano a reimmergersi. (VIII, 2; 2015, p. 20)”
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“Il sarago va a nutrirsi assieme alla triglia, e quando questa esce dal fango dopo averlo smosso (è infatti capace di scavare), il sarago vi piomba addosso per cercare cibo e impedisce ai pesci più deboli di mangiare insieme a lui. (VIII, 2; 2015, p. 22)”
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“Altri uccelli si nutrono degli insetti delle piante, vale a dire che vivono, soprattutto, cacciandoli, come per esempio il picchio, sia quello più grande che quello più piccolo. Alcuni chiamano entrambe queste varietà «beccaquercia». Sono infatti simili l'uno all'altro, ed emettono lo stesso verso, se non che quello che ha dimensioni più grandi è anche più forte. Entrambi comunque si nutrono volando sugli alberi. (VIII, 3; 2015, p. 24)”
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“è un animale che si nutre prevalentemente di radici, proprio perché il suo grugno è naturalmente conformato per questo tipo di attività. [...] Vogliono pascolare, del resto, con altri esemplari della stessa età. Il maiale, comunque, si batte anche con il lupo. (VIII, 6; 2015, pp. 27-28)”
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“Il cammello preferisce bere un'acqua torbida e limacciosa. E infatti non beve l'acqua di fiume se prima non è stata sporcata. (VIII, 8; 2015, p. 29)”
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“Le pecore godono di una salute migliore delle capre, ma le capre sono più resistenti delle pecore. (VIII, 10; 2015, p. 30)”
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“L'allocco è simile alla civetta [...]. Alcuni comunque lo chiamano «corvo notturno». È un animale astuto e abile nelle imitazioni e, per l'appunto, viene catturato mentre imita i passi di danza di un cacciatore. Nell'atto in cui fa queste cose arriva un altro cacciatore che lo prende da dietro, come avviene per la civetta. (VIII, 12; 2015, p. 32)”
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“Vanno in letargo anche molti pesci: la cosa è evidentissima, in inverno, per la corifena e il corvo di mare. In effetti, questi pesci sono i soli che non vengono pescati in alcun luogo se non in alcuni periodi dell'anno ben delimitati, mentre per il resto del tempo quasi tutti sono in letargo. (VIII, 15; 2015, p. 35)”
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“Un'orsa incinta non è mai stata catturata da nessuno – o almeno, da pochi. [...] Si dice anche che, poiché non vi è alcun apporto di cibo , il loro intestino un po' si restringa e che per questo motivo, una volta uscite dal letargo, mangino l'aro per distenderlo e dilatarlo. Ad andare in letargo, negli alberi, c'è anche il ghiro, che diventa grassissimo. (VIII, 17; 2015, p. 37)”
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“I tonni e i pesci spada danno in smanie all'inizio della canicola. In questo periodo, infatti, entrambi i generi hanno tra le pinne una specie di larva, chiamata «estro», che è simile allo scorpione e ha le dimensioni di un ragno. Questo fastidio da cui sono affetti spinge talvolta questi pesci a saltare non meno del delfino. Per questo, spesso, questi animali piombano sulle imbarcazioni. Più di tutti gli altri pesci, i tonni amano il calore. Per trovarlo si dirigono verso la sabbia che sta sulla riva, dove si riscaldano emergendo in superficie. (VIII, 19; 2015, p. 40)”
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“Anche i pesci dei fiumi e delle paludi sono esenti da malattie pestilenziali. Alcuni di loro, però, sono colpiti da malattie specifiche. Per esempio, il siluro, soprattutto nel periodo della canicola, viene colpito da insolazione perché nuota in superficie e rimane paralizzato a seguito di un tuono violento. Soffre della medesima affezione, a volte, anche la carpa, ma in misura minore. Molti siluri, inoltre, se colpiti dal serpente dragone, nelle acque basse, muoiono. (VIII, 20; 2015, p. 41)”
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“Come tutti gli altri esseri animati, il maiale ama cambiare. (VIII, 21; 2015, p. 43)”
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“Quanto agli elefanti, si dice che siano immuni da tutte le altre malattie, ma che siano afflitti dalle flatulenze. (VIII, 22; 2015, p. 43)”
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“I cavalli, poi, riconoscono gli altri cavalli con i quali è capitato loro di combattere anche solo sentendone il verso. A questi animali piacciono i prati e le paludi. E infatti bevono l'acqua fangosa. E se essa è pura, essi stessi la intorbidano con gli zoccoli per poi bagnarsi in essa dopo averla bevuta. E infatti, in generale, questo animale è amico dell'uomo così come lo è dell'acqua. (VIII, 24; 2015, p. 45)”
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“Nel complesso, le bestie feroci sono tutte più feroci in Asia, più audaci in Europa e più varie nell'aspetto in Libia. Esiste anche un proverbio, secondo il quale la Libia produce sempre qualcosa di nuovo. Sembra infatti che, in conseguenza della scarsità delle piogge, gli animali che si imbattono l'uno nell'altro nei pressi dei corsi d'acqua si accoppino anche se non fanno parte dello stesso genere. (VIII, 28; 2015, p. 47)”
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“L'aspide si trova in Libia. Da questo serpente si ricava un veleno a cui, peraltro, non è possibile trovare rimedio. [...] In alcune zone dell'Italia anche i morsi dei gechi sono mortali. (VIII, 29; 2015, p. 48)”
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“Le femmine sono tutte meno impetuose dei maschi. Fanno però eccezione la femmina dell'orso e la femmina della pantera, che sembrano essere più coraggiose dei loro maschi. (IX, 1; 2015, p. 51)”
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“Vengono addomesticati per mezzo dei vantaggi che si concedono loro. Per esempio, il genere dei coccodrilli si abitua a convivere pacificamente, in alcune regioni, con i sacerdoti a seguito delle cure che questi ultimi riservano loro nutrendoli. (IX, 1; 2015, p. 52)”
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“Sono poi in rapporti di ostilità la berta e la civetta. La berta, infatti, nel bel mezzo del giorno (poiché la civetta non ci vede bene quando c'è luce) le sottrae tutte le uova e se le mangia. Al contrario, la civetta, nel pieno della notte, fa lo stesso con le uova della berta: insomma, una è avvantaggiata di giorno, l'altra di notte. (IX, 1; 2015, p. 53)”
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“Il nibbio infatti sottrae al corvo tutto ciò che lui afferra perché vola meglio di lui ed è più forte con gli artigli. (IX, 1; 2015, p. 53)”
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“La cutrettola gialla è ostile al cavallo. Il cavallo, in effetti, la scaccia dal pascolo, perché la cutrettola, che è affetta da albugine e non ha vista acuta, si nutre di erba. Questo uccello imita il nitrito del cavallo e lo spaventa avventandosi in volo su di lui. Il cavallo, però, lo scaccia, e, se riesce a prenderlo, lo uccide. La cutrettola gialla vive presso i fiumi e gli stagni. Ha un bel colore e prospera facilmente. (IX, 1; 2015, p. 54)”
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“Lo smeriglio ha rapporti ostili con la volpe. La colpisce e le strappa i peli, e poi uccide i suoi cuccioli (del resto è un uccello con gli artigli ricurvi). Il corvo e la volpe, dal canto loro, sono amici fra loro. Il corvo, infatti, combatte con lo smeriglio, ed è per questo che, quando la volpe viene colpita da questo uccello, corre in suo soccorso. Anche avvoltoio e smeriglio sono in rapporti di ostilità. Entrambi, infatti, sono uccelli con gli artigli ricurvi. (IX, 1; 2015, p. 54)”
Aristotele (384–322 BC) said by 322 BC at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“L'asino e i cardellini sono in guerra fra loro. Questi ultimi trovano il loro nutrimento sugli acanti, mentre il primo si ciba degli acanti quando sono morbidi. Sono in rapporti ostili anche la cutrettola gialla, il cardellino e il fanello. Del resto, si dice che il sangue del fanello e il sangue della cutrettola gialla si mischino fra loro. (IX, 1; 2015, pp. 54-55)”
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“Fra i pesci, alcuni si radunano in banchi e hanno rapporti di amicizia fra loro. Quelli che non si radunano in banchi, invece, sono in rapporti di ostilità. [...] Il branzino e la cestra, che sono fieri nemici, in alcune circostanze procedono insieme in gruppo. Questo perché formano banchi comuni non soltanto i pesci che hanno una discendenza comune, ma anche quelli che, qualora sia illimitata, condividono una pastura identica o simile. (IX, 2; 2015, pp. 55-56)”
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“Fra gli animali selvatici che hanno quattro zampe, il cervo sembra non sia fra i meno intelligenti. Questo animale, infatti, genera nei pressi delle strade (dove le bestie feroci, per via degli uomini, non si avvicinano) e, quando partorisce, la prima cosa che fa è mangiarsi la placenta. [...] Inoltre abbandonano le corna in luoghi impervi e difficili da scovare (da qui viene anche il proverbio «dove i cervi perdono le corna») perché, avendo perduto le armi con cui difendersi, hanno cura di non farsi vedere. (IX, 5; 2015, p. 57)”
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“Sono comunque molti gli animali a quattro zampe che agiscono in modo assennato per soccorrere se stessi. Si dice, infatti, che a Creta le capre selvatiche, quando vengono colpite da una freccia, cerchino il dittamo. Sembra, infatti, che questa pianta abbia la capacità di espellere le frecce che le si sono conficcate nel corpo. (IX, 6; 2015, p. 58)”
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“L'icneumone egiziano, non appena vede il serpente chiamato aspide, non lo attacca prima di avere chiamato in suo aiuto altri icneumoni. Per difendersi dai morsi e dai colpi del nemico, gli icneumoni si coprono di fango. Quindi, dapprima si immergono nell'acqua e poi si rotolano sulla terra. (IX, 6; 2015, p. 59)”
Aristotele (384–322 BC) said by 322 BC at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“La tartaruga, se ha ingoiato una vipera, mangia l'origano (anche questo fatto è stato osservato). È capitato che un tale, vedendo una tartaruga fare più volte questa cosa (ovvero ingoiare l'origano e poi andare di nuovo dalla vipera), estirpasse la pianta di origano. Ebbene, una volta fatto questo, la tartaruga morì. La donnola, quando combatte con un serpente, mangia la ruta. L'odore di questa pianta, infatti, è nocivo per i serpenti. [...] Le cicogne e gli altri uccelli, quando sono feriti in un combattimento, si fanno applicazioni di origano. (IX, 6; 2015, p. 59)”
Aristotele (384–322 BC) said by 322 BC at the latest wikiquote:it, CC BY-SA 4.0 source
“A proposito della capacità dei ricci di percepire certe cose, è capitato di vedere in molti luoghi che, quando mutano i venti del Nord e del Sud, quelli che vivono sottoterra spostano l'imboccatura delle loro tane, mentre quelli che sono allevati a casa si spostano a seconda delle pareti, al punto che si racconta che un tale di Bisanzio si fece una reputazione predicendo il tempo, proprio perché si era accorto che il riccio si comportava in questo modo. (IX, 6; 2015, p. 59)”
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“La martora ha una taglia simile a uno di quei piccoli cagnolini di Melite. Tuttavia è simile a una donnola per il manto, per l'aspetto, perché la sua parte inferiore è di colore bianco e per il suo carattere subdolo. La si può addomesticare molto bene, e tuttavia danneggia le arnie (ama, infatti, il miele). (IX, 6; 2015, p. 60)”
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